Si gioca migliaia di euro alle slot e simula una rapina, denunciato

Carlomagno Faro istituzionale

Si gioca migliaia di euro alle slot e simula una rapina, denunciatoHa simulato una rapina per giustificare di aver perso qualche migliaio di euro alle slot riscossi per conto di un’azienda che gestisce proprio macchinette da gioco, ma davanti ai poliziotti, a cui non convinceva la sua versione, ha poi ammesso di aver speso tutto alle slot machine ed è stato denunciato.

Il tutto succede la sera di due giorni fa quando gli agenti della squadra volante del commissariato di Rossano sono stati inviati sulla statale 106 per la segnalazione di una rapina.

Giunti sul posto, all’interno di un furgone gli agenti hanno trovato un uomo, T.P. di 28 anni, legato mani e piedi il quale denunciava di aver subito una rapina ad opera di ignoti.

Nel particolare, l’uomo ha denunciato che proveniva da Crotone per riscuotere gli incassi per conto della ditta di slot machine di cui è dipendente, quando nei pressi di Rossano era stato affiancato e bloccato da un’auto con tre persone a bordo non meglio identificate.

Secondo il racconto del dipendente, i tre banditi immaginari dopo averlo strattonato ed immobilizzato con delle spesse fascette utilizzate dagli elettricisti, asportavano la borsa contenente gli incassi delle slot e si dileguavano.

In apparenza una brutta storia,  supportata anche dalle condizioni psicofisiche in cui era stato trovato T.P., ma che non del tutto convinto il personale della Polizia di Stato.

Particolari poco chiari, sensazioni, orari non proprio coincidenti, da subito portavano gli inquirenti ad effettuare ulteriori e più approfonditi accertamenti finalizzati alla veridicità della rapina.

Ieri pomeriggio il colpo di scena. L’uomo è stato convocato presso gli uffici del Commissariato diretto dal dirigente di polizia Giuseppe Massaro, per dare corso alle indagini circa la denuncia, e, incalzato dalle domande dei poliziotti, l’uomo è caduto in contraddizione. Sotto lo sguardo stupito del personale di polizia ha così deciso di raccontare la verità su cosa era realmente accaduto, e cioè che si era inventato tutto per mascherare la sua dipendenza.

Gli incassi riscossi, pari a circa 2.400 euro, che erano nella sua disponibilità e che avrebbe dovuto versare al datore di lavoro, li aveva spesi per giocare alle slot machine di vari esercizi che aveva incontrato strada facendo. La sua idea, forse ispirata dalla ludopatia di cui è affetto, era verosimilmente quella di tentare una vincita superiore a quanto aveva riscosso, così da tornare a casa con un piccolo gruzzolo da “reinvestire” sempre nelle dannate macchinette che, come il “banco”, vincono sempre ingrassando i proprietari e rovinando intere famiglie.

Dopo essersi reso conto di aver perso tutto e non sapendo come giustificarsi, ha messo in scena la finta rapina. T.P. è stato deferito alla procura di Castrovillari per simulazione di reato e procurato allarme. E probabilmente dovrà dare conto anche al datore di lavoro. Un caso che va comunque trattato da medici specialisti.