Cosenza, trovato un arsenale di armi e droga in via Popilia. [TUTTI I DETTAGLI]

Carlomagno campagna ottobre 2018

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Un vero arsenale di armi e munizioni, insieme a droga, è stato trovato dalla Polizia di Stato all’ultimo lotto di via Popilia, a Cosenza.

Gli agenti, impegnati ieri mattina in una serie di perquisizioni anche con l’ausilio di unità cinofile, si sono imbattuti in un vano di accesso comune ubicato nel sotterraneo di una palazzina popolare Aterp che affaccia su via Caduti di Razzà, la strada che dalla fine di viale Parco conduce all’Amaco, all’ultimo lotto di via Popilia e sulla Silana-Crotonese.

I poliziotti, con l’ausilio dei pompieri hanno allargato la finestra di “sfiato” delle fondamenta dell’edificio, e una volta entrati all’interno hanno rivenuto, avvolti da nastro da imballaggio, un Kalashnikov di fabbricazione ungherese con relativi caricatori e munizioni, una pistola mitragliatrice calibro 9 parabellum, un fucile “doppietta” calibro 16, una pistola 7.65, una Beretta calibro 9, una pistola marca “Glisenti”, un revolver e centinaia di cartucce di diverso calibro.

Tutte armi con matricola abrasa e in perfetto stato di conservazione, ben oleate e pronte all’uso.

Insieme a questo armamento è stato trovato un giubbotto antiproiettile, tre bilancini di precisione e 370 grammi di eroina. Sono in corso indagini da parte della Squadra mobile per risalire all’identità di soggetti che entravano e uscivano dall’incavo nel sotterraneo.

Chi utilizzava le fondamenta delle palazzine come covo per nascondere armi e droga agiva indisturbato dietro un camioncino da ferro vecchio dismesso che riparava la vista da occhi indiscreti.

Una soffiata? Il precedente dell’arsenale di Rende

Il ritrovamento di ieri, avvenuto ufficialmente nell’ambito del piano Focus-ndrangheta (“cunicolo trovato grazie al fiuto di due cani antidroga”, ha spiegato il questore Conticchio), potrebbe non escludersi una “soffiata” da parte di qualche “pentito” dell’ultim’ora e ricorda, per importanza, l’arsenale ritrovato, sempre dalla Polizia, in un box di Rende nell’aprile 2016 e sul quale indaga la Dda di Catanzaro.

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L’arsenale di armi sequestrato a Rende in aprile 2016

Armi della ‘ndrangheta che sono collegate al duplice omicidio compiuto al cimitero di San Lorenzo del Vallo e ancora prima all’omicidio di Damiano Galizia, ucciso a Rende nello stesso anno e per il cui delitto è accusato Francesco Attanasio, fratello e figlio delle vittime (Edda e Ida Attanasio) del cimitero. Era stato Attanasio a far ritrovare le armi nel magazzino.  Leggi il giallo.

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