Mattanza a Rende, il giallo è complicato. Ecco chi erano i Giordano

Carlomagno Jeep agosto 18

Da sinistra Salvatore Giordano e Giovanni Giordano, due delle persone trovate uccise a Rende
Da sinistra Salvatore Giordano e Giovanni Giordano, due delle persone trovate uccise a Rende
Strage con giallo alle porte di Cosenza, dove nel primo pomeriggio lunedì sono stati rinvenuti uccisi a colpi di pistola quattro persone appartenenti allo stesso nucleo familiare: Salvatore Giordano 57 anni, Francesca Vilardi, di 59, e i figli Cristiana (29) e Giovanni Giordano, di 25 anni.

Gli investigatori dell’Arma, dopo diverse ore sono ancora all’interno della villa di via Malta, in contrada Cutura di Rende, per i rilievi che sin da subito si sono annunciati complessi. I carabinieri della compagnia di Rende, con i vertici provinciali dell’Arma e i magistrati della Procura cosentina stanno cercando di ricostruire la dinamica di quello che potrebbe rivelarsi un triplice omicidio-suicidio. Ma è solo una ipotesi, la più accreditata, ma non l’unica.

La strage è avvenuta al piano superiore della villa dove abitava la famiglia Giordano, mentre al piano inferiore ci abitano i genitori anziani di Salvatore, Adele Turco e il capostipite Giovanni Giordano, famiglia molto nota nell’area urbana in quanto da decenni gestiscono alcuni negozi di prodotti musicali e di telefonia a Cosenza.

L’ipotesi dell’omicidio-suicidio, si diceva, è la più plausibile ma non l’unica su cui lavorano gli inquirenti. In casa sono state trovate almeno due armi: due pistole detenute regolarmente dalla famiglia. Sembra non esserci stata nessuna effrazione a porte e finestre e questa circostanza fa presumere ad una strage avvenuta all’interno della famiglia.

Bisognerà attendere gli esiti balistici sulle armi e l’esame stub sui cadaveri per accertarlo. Occorre capire se abbiano sparato tutte e due le armi, oppure solo una. Dalle prime informazioni pare che i corpi di Salvatore, Franca e Cristiana siano stati trovati nel corridoio, mentre il cadavere di Giovanni in un’altra stanza con accanto una delle armi, l’altra pistola sarebbe stata trovata vicino alla ragazza, nel corridoio.

Tuttavia, al momento non si possono escludere altre piste, come una rapina sfociata in un massacro tentata o compiuta da qualcuno che conosceva bene le abitudini della famiglia e la casa. Indagini a 360 gradi, dunque, su una mattanza che ha lasciato tutta Cosenza e Rende sotto choc.

Quella dei Giordano era una famiglia non ricchissima ma, da quanto riferiscono conoscenti e parenti era benestante, senza problemi economici. Il figlio di Salvatore, Giovanni sarebbe stato prossimo ad aprire un negozio, mentre sarebbero diverse le proprietà immobiliari di famiglia. Contrasti per interessi? Nessuno può escluderlo.

Dopo il piccolo impero fondato dal capostipite Giovanni, oggi ultraottantenne, le attività di famiglia sarebbero passate nelle mani di tre fratelli. Salvatore era socio del negozio di telefonia del fratello Franco, colui che oggi ha fatto la tragica scoperta, mentre l’altro esercizio commerciale sarebbe di un altro congiunto.

Amici e parenti descrivono i Giordano come la famiglia perbene e senza contrasti familiari. “Mai uno screzio tra loro”, raccontano i cugini che abitano a una decina di metri dalla casa dell’orrore. Salvatore era un “pacioccone ben voluto da tutti”, la moglie Franca Vilardi era casalinga sempre premurosa con i suoi cari. Una tragedia che resta inspiegabile.