A 20 giorni dall’inaugurazione di Occhiuto, il Calatrava è ancora chiuso

Carlomagno campagna ottobre 2018
Le transenne sul ponte di Calatrava
Le transenne sul ponte di Calatrava

Resta ancora chiusa al traffico una delle corsie del Ponte di Calatrava, a Cosenza. L’inaugurazione in pompa magna dello scorso 26 gennaio voluta dal sindaco di Cosenza Mario Occhiuto si è rivelata una farsa, come avevamo già scritto dopo il taglio del nastro, immediatamente “riannodato” per consentire il prosieguo dei lavori.

A 20 giorni esatti dalle suggestive danze sospese sul Crati e dai fuochi d’artificio, la corsia aperta (dopo qualche giorno) è quella che da Gergeri conduce a Cosenza, mentre lavori sono ancora in corso sul lato viario del ponte che da Via Reggio Calabria porta fuori città.

Rimossi i blocchi di cemento, l’amministrazione comunale ha fatto mettere delle transenne, probabilmente perché danno meno nell’occhio. Molti dei cordoli sono incompleti e di lavoro pare ve ne sia ancora tanto. Fruibile al pubblico la parte pedonale centrale dove i cittadini vengono numerosi a “selfarsi”.

Una inaugurazione farlocca, quella di Occhiuto, che poteva essere rimandata di qualche mese, visto il lavoro che che c’è ancora da fare, comprese le rifiniture. Se un amministratore inaugura qualcosa sembra ovvio che l’opera debba essere immediatamente fruibile, e invece…

Quello svolto, per quanto abbiamo notato, è un lavoro fatto pure pericolosamente con i “piedi”, come dimostrano le foto. Occhiuto aveva fretta di inaugurarlo prima delle elezioni in cui è candidato il fratello Roberto, mentore e mente della sua duplice elezione? Ma sì, così fan sempre tutti i politicanti.

Per dire che il sindaco di Cosenza si è dimostrato né più né meno come l’ex (e mai più) premier Matteo Renzi che il 22 dicembre 2016 volle per forza inaugurare la Salerno-Reggio Calabria pur essendo incompleta. Dopo la sconfitta al referendum l’ex (e mai più) capo del governo mandò un pullman con il suo fidato ministro Delrio, il presidente dell’Anas Armani e il premier Gentiloni a mettere il suo sigillo sull’opera. C’era anche il governatore a “sua insaputa” Oliverio. Insieme annunciarono urbi et orbi il cambio del nome: “A2, Autostrada del Mediterraneo”.

Sgomberati i cantieri e asfaltate le corsie dove passavano le auto blu, il quartetto aveva festeggiato con champagne, baci e abbracci con tanto di messaggi ai “gufi”. A distanza di una settimana i cantieri vennero ripristinati e molte sono ancora oggi le interruzioni.

Dino Granata