Sequestrano e picchiano selvaggiamente un ragazzo, arrestati

E' successo a Santa Maria del Cedro dove un giovane è stato pesantemente aggredito e costretto a mettersi a quattro zampe e ad abbaiare come un cane.

Carlomagno campagna Giulietta Aprile 2018

stazione carabinieri santa maria del cedroI Carabinieri della stazione di Santa Maria del Cedro (Cosenza), hanno arrestato due uomini del posto, uno dei quali già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di sequestro di persona, minacce e lesioni personali ai danni di un ragazzo residente nella frazione di Marcellina.

I fatti risalgono al 18 marzo scorso, quando la vittima si stava recando presso la Chiesa di Marcellina per sentire la messa domenicale. Secondo quanto ricostruito dai militari, dietro di sé una macchina ha iniziato a suonare insistentemente il clacson fino a quando un uomo sulla quarantina non è sceso dalla vettura costringendolo con la forza a salire in macchina.

Ed è quindi iniziato un incubo durato circa 4 ore. Impossibilitato a scendere dall’autovettura, il giovane sarebbe stato più volte picchiato in volto e sulla testa dall’uomo con schiaffi e pugni il tutto mentre lo insultava, costretto a picchiarsi da solo anche alla presenza di altre persone che casualmente venivano fermate durante il tragitto in macchina.

Tragitto che è terminato presso la spiaggia di Santa Maria del Cedro dove l’aguzzino e il suo complice hanno fatto scendere il ragazzo e l’hanno scaraventato sulla sabbia, immobilizzandolo e continuando a picchiarlo sulla nuca, le ginocchia che premevano sulle spalle quasi gli impedivano di respirare. Ripartiti dalla spiaggia direzione Marcellina, l’ultima tappa di questo orrore è avvenuta in piazza Agorà dove il giovane, fatto scendere dallo sportello, è stato costretto a salire nel cofano della macchina dove il sequestratore, tolta la cinta pantaloni l’ha avvolta intorno al collo del ragazzo e gli ha intimato di comportarsi come un cane, costretto a camminare a quattro zampe, abbaiare alle persone che passavano e assistevano attoniti alla scena, senza cercare di porre fine a quanto stava succedendo.

Dopo quasi quattro ore di agonia il carnefice ha riaccompagnato il ragazzo sotto la propria abitazione continuando a picchiarlo e minacciandolo di non raccontare nulla di quanto accaduto, soprattutto ai Carabinieri. E’ cosi è stato, il giovane, traumatizzato per quanto accaduto ha passato intere giornate chiuso dentro casa temendo di rivivere l’accaduto in ogni momento, stando attento a chiudere porte e finestre ogniqualvolta si trovava a casa da solo, fino a quando, stanco di avere paura non ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai Carabinieri di Santa Maria del Cedro e denunciare i propri aguzzini.

Le indagini condotte dai militari della Stazione hanno permesso anche di risalire al movente dietro a un comportamento riprovevole come quello posto in essere dai due. L’aguzzino sosteneva infatti che il denunciate si era reso responsabile di un danneggiamento ai danni di una sua proprietà e per questo si è sentito in dovere di dare una punizione al ragazzo. I due, su disposizione del GIP del Tribunale di Paola, venivano tratti in arresto e tradotti presso i propri domicili in regime di arresti domiciliari.