Esplosione al Bilotti Cafè, Parise sarebbe il mandante

Carlomagno Jeep agosto 18
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Il momento dell’esplosione al Bilotti Cafè. L’esecutore, cerchiato è stato sbalzato sul lato opposto della strada

Sarebbe tutta una messinscena per intascare i soldi dell’assicurazione l’episodio del doppio attentato a Cosenza che ha prima distrutto il “Bilotti Food and Drink” di via Caloprese, la notte del 19 maggio scorso, e quasi simultaneamente incendiata la tavola calda “Il Chiosco” di Via Tommaso Aceto.

Gianfranco Parise, titolare dei due esercizi, è stato arrestato stamane dai carabinieri con l’accusa di incendio e truffa assicurativa in concorso con persona allo stato non ancora identificata. Gli investigatori dell’Arma hanno raccolto una serie di indizi che hanno convinto la Procura di Cosenza a richiedere al gip la misura cautelare in carcere.

Col passare delle ore e dei giorni è apparsa sempre più debole la pista che tutti inizialmente temevano: una intimidazione a scopo estorsivo condotta da ambienti del crimine organizzato. Un attentato troppo eclatante, stile Beirut, con un probabile ordigno piazzato all’interno e l’innesco appena fuori la saracinesca del locale.

Ma qualcosa è andato storto nei piani dell’esecutore materiale. Le telecamere di videosorveglianza in zona hanno ripreso un uomo che si abbassa per dare fuoco all’innesco composto da liquido infiammabile che doveva servire a incendiare o fare esplodere il locale, forse già saturo di gas o, appunto far deflagrare una bomba.

Neanche un secondo e salta tutto in aria, compreso l’esecutore che è stato sbalzato sul lato opposto della strada insieme a banconi, frigoriferi e altri grossi detriti. Le immagini mostrano che l’attentatore, dopo un volo di una decina di metri, si rialza miracolosamente col corpo avvolto dalle fiamme e corre a gambe levate in direzione via Simonetta.

Il video che riprende l’attentatore mentre fa saltare in aria il Bilotti Cafè

Dagli indizi messi insieme dai carabinieri di Cosenza è emerso un quadro che fa ritenere agli inquirenti un ruolo centrale di Parise come mandante. Emergono in particolare tre dettagli di non poco conto che fanno convergere i sospetti su una ipotesi precisa: il primo è che il pomeriggio antecedente l’esplosione è avvenuto uno strano trasloco: gran parte degli arredi era stato portato via dal Bilotti Cafè. Secondo elemento è che alla chiusura del locale quella stessa sera non era stato inserito il sistema di allarme, mentre ultimo indizio, ma forse il più importante per la pista seguita dagli inquirenti, è che il titolare dei locali aveva da poco stipulato un contratto assicurativo.

attentatore cosenza
Cerchiato l’attentatore che scappa con le fiamme addosso

Nel corso delle prime indagini, intrecciate anche con l’incendio della tavola calda, i militari troveranno nei pressi del “Chiosco” di via Padre Giglio bottiglie piene di benzina probabilmente utilizzate come propellente per gli incendi.

In via Francesco Gioia, il vicoletto che da via Caloprese conduce su via Simonetta, hanno rinvenuto un giubbino quasi interamente bruciato che sarebbe compatibile con quello in fiamme addosso all’attentatore ripreso nei filmati. Nella traversa oltre al capo bruciato, c’erano degli accendini identici a quelli venduti dal locale. Molto materiale raccolto è ora in mano al Ris di Messina. Le tracce biologiche sul giubbino, ma anche su altri reperti, sono fondamentali per ricavare profili di Dna. Sono in corso ulteriori indagini per risalire all’identità del secondo soggetto.

I motivi della presunta messinscena sarebbero riconducibili a grosse difficoltà economiche  dell’imprenditore. Alla stregua del pub incendiato a Catanzaro Lido ad Aprile dove il socio e parente del locale avrebbe commissionato un attentato in cui morirono i due incendiari. All’origine del gesto, sempre l’obiettivo di intascare i soldi dell’assicurazione per ingenti debiti accumulati nella gestione del pub.