Esplosione al “Bilotti Cafè” per intascare l’assicurazione, arrestato

Carlomagno Jeep agosto 18
attentatore cosenza
L’attentatore scappa con le fiamme sul corpo dopo aver innescato l’ordigno al Bilotti Cafè

I carabinieri della Compagnia di Cosenza hanno arrestato Gianfranco Parise, 62enne cosentino, proprietario del “Bilotti Food and Drink” di Via Caloprese nonché della tavola calda “il Chiosco” di via Tommaso Aceto, a Cosenza, entrambi distrutti da esplosione e incendio la notte del 19 Maggio scorso. I reati contestati sono incendio e truffa assicurativa in concorso con persona allo stato non ancora identificata. 

Parise era già stato iscritto nel registro degli indagati nelle scorse settimane. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Cosenza su richiesta della locale procura.

La misura scaturisce da una articolata attività d’indagine avviata dai Carabinieri della Compagnia cittadina nell’immediatezza degli eventi quando, alle ore 1.30 circa del 19 Maggio scorso, una forte esplosione distruggeva il bar “Bilotti Food and Drink”.

Una deflagrazione talmente potente da scaraventare all’esterno grossi detriti che raggiungevano il lato opposto della carreggiata e che solo per casualità non causava conseguenze più gravi ai danni delle numerose persone che frequentavano in quell’orario la zona. Sventrate le pareti interne e il portone dello stabile accanto volato per qualche metro.

Il video che riprende l’attentatore mentre fa saltare in aria il Bilotti Cafè

I Carabinieri procedevano subito a cinturare l’area, fornire aiuto ai residenti nella palazzina che venivano fatti evacuare con l’ausilio dei mezzi dei Vigili del Fuoco e ad eseguire un accurato sopralluogo, in concomitanza del quale giungeva la notizia che un altro locale, sempre dello stesso proprietario ma chiuso da qualche mese, era stato dato alle fiamme in via Tommaso Aceto: incendio che divampava a seguito di spargimento di liquido infiammabile nei locali.

Determinante è stato l’intervento del Nucleo Investigativo Antincendi Territoriale (NIAT) dei Vigili del Fuoco, di stanza a Catanzaro.

Sul caso, inoltre, il magistrato di turno della locale Procura della Repubblica per l’eclatanza dei fatti aveva subito assunto la direzione delle indagini, che si presentavano da subito particolarmente complesse e difficili.

Due esplosioni a Cosenza di origine dolosa in locali commercialiNello specifico sono stati acquisiti elementi particolarmente significativi che hanno consentito una prima ricostruzione dell’evento e delle sue cause: è emerso che quella notte non era stato inserito il sistema di allarme e che il titolare dei locali aveva da poco stipulato un contratto assicurativo.

Dalle testimonianze dei residenti e dei commercianti del luogo, è emerso inoltre lo scarso afflusso di avventori fin dalla data di apertura del locale nonché altri particolari d’interesse come l’avvenuto trasloco di gran parte del mobilio proprio il pomeriggio antecedente l’esplosione.

I Carabinieri hanno inoltre trovato nel chiosco di Via Tommaso Aceto, bottiglie piene di benzina utilizzate come propellente per gli incendi nonché, abbandonato a terra in una traversa di Via Caloprese, un giubbino, quasi interamente bruciato, con degli accendini dello stesso tipo di quelli in vendita nei locali incendiati.

Dalla visione dei sistemi di videosorveglianza è emerso che, il giubbino, era indossato dall’esecutore il quale, colto di sorpresa, rimaneva travolto dall’esplosione mentre ancora si trovava sulla porta dell’esercizio commerciale di Via Caloprese verosimilmente per verificare l’avvenuta accensione dell’innesco. In base agli elementi raccolti, la Procura della Repubblica di Cosenza ha avanzato quindi richiesta cautelare in carcere per il titolare degli esercizi commerciali, che veniva accolta dal Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Cosenza.

Le indagini sono ancora in corso e stanno per concludersi nei confronti dell’esecutore materiale dell’incendio, tenuto conto di tutta una serie di elementi già sottoposti alle relative analisi tecniche da parte del Reparto investigazioni scientifiche dei Carabinieri di Messina. Attività sono in essere per risalire al secondo soggetto con cui il presunto autore avrebbe combinato attentati e truffa assicurativa.

L’imprenditore è stato quindi tratto in arresto nella propria abitazione ed è stato associato presso il carcere di Cosenza a disposizione dell’autorità giudiziaria Bruzia.