Appalti pilotati ad Amantea, arrestate sei persone

In manette fra gli altri un ex funzionario del comune e due vigili urbani. Avrebbero turbato gare pubbliche, procedimenti di scelta dei contraenti

Carlomagno campagna Jeep Compass dicembre 2018

municipio AmanteaSei persone, tra amministratori pubblici, dipendenti e imprenditori sono stati arrestati dai finanzieri del comando provinciale di Paola perché ritenuti responsabili di avere turbato gare pubbliche, procedimenti di scelta dei contraenti e di tentata concussione. Gli arresti sono avvenuti ad esito di una inchiesta della Procura di Paola sulla gestione degli appalti nel Comune di Amantea, centro in provincia di Cosenza. L’operazione è stata denominata “Multiservizi”.

In carcere sono finiti Domenico Pileggi, ex funzionario del Comune, e l’imprenditore Fabrizio Ruggero, mentre i domiciliari sono stati disposti per l’assessore comunale all’istruzione Emma Pati, per il comandante dei vigili urbani Emilio Caruso, per il vigile urbano Gianni Buzzarelli e per Mario Aloe funzionario del Comune.

Le gare finite nel mirino delle fiamme gialle sono i “servizi di derattizzazione e disinfestazione del territorio”, i “lavori, servizi di assistenza e manutenzione del porto turistico”, e il “servizio di refezione scolastica” nonché la “gestione dei parcheggi”. In corso anche numerose perquisizioni nelle Provincie di Cosenza e Catanzaro.

Le turbative delle gare e dei procedimenti di scelta dei contraenti della Pubblica Amministrazione sono state accertate all’esito di articolate e complesse investigazioni sviluppate attraverso l’analisi di una enorme mole di documentazione e nell’acquisizione di dichiarazioni testimoniali.

Per ciascuna gara pubblica o di procedimento di scelta del contraente sono stati ricostruiti gli accordi clandestini e le collusioni fra i soggetti pubblici e privati, nonché i mezzi ritenuti fraudolenti utilizzati per assegnare i lavori ed i servizi da parte del Comune di Amantea, in violazione alle norme contenute nel Codice degli Appalti.

Condotte, secondo la procura guidata da Pierpaolo Bruni, in violazione delle regole di “evidenza pubblica” che disciplinano gli affidamenti e che garantiscono il corretto operato della Pubblica Amministrazione, che deve essere improntato ai principi di “buon andamento ed imparzialità”, al fine di assicurare trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità dell’attività della pubblica.

Nel corso delle indagini sono emerse anche condotte di tentata concussione, poste in essere da un funzionario comunale, il quale esercitava molteplici e reiterate pressioni nei confronti di altra dipendente pubblica al fine di favorire, indebitamente, un terzo soggetto.