Parricidio a Rossano il giorno di Natale. Vitale lascia il carcere

Il gip di Castrovillari accogliendo la tesi dell'avvocato Nicoletti ha disposto i domiciliari per l'ingegnere che uccise il padre a dicembre

Carlomagno Panda Settembre 2018

In totale accoglimento delle richieste avanzate dall’avv. Francesco Nicoletti, il Gip del Tribunale di Castrovillari ha disposto gli arresti domiciliari presso una Comunità riabilitativa per il 37enne ingegnere Cesare Vitale, accusato di aver ucciso a Rossano il proprio padre il giorno di Natale. Il provvedimento del Gip giunge alla luce degli esiti dell’incidente probatorio.

I FATTI Il 25 dicembre 2017 Giuseppe Vitale detto “Tonino”, conosciuto e stimato Cancelliere del Tribunale di Castrovillari, veniva colpito a morte da due colpi di fucile all’interno della propria abitazione a Rossano. Nell’immediatezza del fatto veniva sottoposto a fermo di indiziato di delitto il figlio Cesare Vitale con l’accusa di omicidio. Il Gip presso il Tribunale di Castrovillari disponeva poi nei suoi confronti la misura custodiale in carcere.

L’INDAGINE E L’AFFIEVOLIMENTO DELLA MISURA Nell’ambito dell’attività di indagine venivano poste sotto sequestro le due abitazioni, quella della vittima e quella del figlio, al fine di effettuare specifici accertamenti tecnici tesi a fare piena luce sulla dinamica e sulle modalità dell’accaduto. Le operazioni peritali balistiche venivano effettuate dal professor Aldo Barbaro, consulente della Procura, e dal professor Sandro Lopez, consulente nominato dalla difesa. L’inchiesta ha fatto registrare anche un incidente probatorio all’esito del quale il Gip ha accolto le richieste avanzate dall’avvocato Nicoletti, difensore di Cesare Vitale, disponendo la scarcerazione del 37enne e il regime degli arresti domiciliari presso una Comunità riabilitativa.