Ponte Cannavino, Castagna (Uil): “Pronti a proteste se Anas non dà segnali”

Il sindacalista interviene sul viadotto che fa tremare gli automobilisti. E sulla tragedia nelle Gole del Raganello attacca: "Scarica barile sulle responsabilità"

Carlomagno campagna novembre 2018
L'inclinazione sul Viadotto Cannavino, nel riquadro il sindacalista Uil Roberto Castagna
L’inclinazione sul Viadotto Cannavino, nel riquadro il sindacalista Uil Roberto Castagna

Dall’incidente autostradale a Bologna in cui è esplosa un’autocisterna, al crollo del ponte di Genova con 43 morti fino all’assurda tragedia nelle Gole del Raganello, con 10 vittime e feriti. “Un Agosto nero, drammatico”, un mese che, spiega in una nota il segretario generale della Uil, Roberto Castagna, “difficilmente dimenticheremo”. Poi c’è il ponte Cannavino, il viadotto di Celico (Cosenza), che attraversarlo in auto fa davvero paura per la sua forte inclinazione centrale. L’Anas, sul ponte della statale 107, rassicura e ha avviato monitoraggi, ma per il sindacalista, se l’ente guidato da Armani “non dà concreti e tempestivi segnali”, la Uil metterà in atto “dure proteste” al fine di scongiurare altre tragedie.

“Il dolore – dice Castagna – è enorme ma grande è l’indignazione per le responsabilità dirette e indirette nelle diverse tragedie. Il Paese è alle prese con le tante fragilità infrastrutturali ma ciò che preoccupa di più è l’indifferenza, la negligenza e la completa disattenzione nella manutenzione del patrimonio infrastrutturale e nella prevenzione da adottare per evitare che tragedie, come quella di Genova e quella del Pollino, si ripetano in altre parti del territorio”.

“Nonostante il crollo del Ponte di Genova, osserva Castagna, l’Anas ancora si attarda ad intervenire sul Ponte Cannavino (a Celico) e su altre infrastrutture che presentano serie “ferite”. Servono altre vittime per giustificare l’intervento risolutivo?”, si chiede.

Per il dirigente della Uil “si continua con i soliti incontri dove, tecnici di parte, rassicurano sulla tenuta dell’infrastruttura. Nel frattempo una politica incolta, poco autorevole e remissiva al potere, consuma comportamenti formali lavandosi la coscienza con la proclamazione di lutti locali o nazionali a seconda l’importanza che assegnano alla tragedia”.

Inoltre, prosegue, “sulla drammatica vicenda accaduta alle Gole del Raganello ciò che colpisce di più è lo scarica barile su chi e cosa avrebbe dovuto fare. Alcuni responsabili dell’area Parco del Pollino sembrano scoprire solo oggi, all’indomani di una tragedia senza precedenti, che le Gole per quanto sono incantevoli nascondono, da sempre, insidie e pericoli macroscopicamente evidenti anche al più sprovveduto profano”, osserva ancora Castagna che sottolinea “l’assenza di informazione, mancanza di cartelli di divieto, scarsa educazione su come visitare i luoghi più impervi, mancanza di controllo negli operatori e nelle guide, assenza di controllo del territorio di certo non creano una adeguata rete protettiva”.

“Questa drammatica vicenda deve impegnare tutte le rappresentanze competenti sul territorio a predisporre norme, ordinanze, strumenti di prevenzione e rafforzamento del personale da impiegare. Per quanto riguarda la situazione della fragilità infrastrutturale, – conclude Roberto Castagna – a partire dal Ponte Cannavino, come Sindacato, unitariamente, da tempo pretendiamo che si dia corso agli interventi da fare. Se, da parte dell’Anas, non ci saranno segnali concreti e tempestivi, attiveremo ogni forma di protesta al fine di salvaguardare l’incolumità dei lavoratori e dei cittadini tutti”.