Raganello, indagate 7 persone. Ci sono anche sindaci e il presidente del Parco

Tra gli indagati risultano tra gli altri i primi cittadini di Civita, San Lorenzo Bellizzi e Cerchiara di Calabria, e il presidente dell'ente Parco del Pollino, Domenico Pappaterra.

Carlomagno Panda Settembre 2018
Eugenio Facciolla Raganello
Il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla

La Procura della Repubblica di Castrovillari ha emesso sette informazioni di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sulla tragedia delle gole del torrente Raganello che il 20 agosto scorso ha provocato la morte di 10 escursionisti a causa della piena nel corso d’acqua.

Indagati i sindaci di Civita, San Lorenzo Bellizzi e Cerchiara di Calabria, Alessandro Tocci, Antonio Cersosimo e Antonio Carlomagno, il presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra; Gaetano Gorpia, dirigente dell’ufficio Biodiversità dei Carabinieri Forestali, e le guide escursionistiche Giovanni Vancieri e Marco Massaro.

Tutte persone che, a vario titolo, avrebbero avuto una responsabilità nella mancata applicazione delle misure e degli interventi preventivi che avrebbero potuto evitare la tragedia del 20 agosto. I reati ipotizzati nelle informazioni di garanzia sono omicidio colposo e lesioni colpose, inondazione colposa ed omissione di atti d’ufficio.

Gli avvisi sono stati emessi in considerazione degli atti istruttori irripetibili che devono essere effettuati a breve termine e per i quali gli indagati hanno il diritto di essere rappresentanti legalmente e sul piano tecnico con la nomina di loro periti.

La Procura di Castrovillari è ” impegnata al massimo – ha spiegato il procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla – per dare una risposta di giustizia il più possibile rapida ed efficace per quanto avvenuto. Sin dai primi passi dell’inchiesta – ha aggiunto Facciolla – abbiamo lavorato senza sosta per dare una risposta a tutti coloro che sono rimasti coinvolti nella tragedia del torrente Raganello: alle vittime ed ai loro familiari, in primo luogo, e poi ai feriti ed a quanti, pur essendo usciti indenni, hanno subito un grave trauma psicologico per la terribile vicenda che hanno vissuto. Per questo è giusto dare una risposta di giustizia nei tempi più rapidi e nel modo più efficace possibile per accertare le responsabilità di una tragedia terribile e, al contempo, evitabilissima”. “Il nostro impegno, in questo senso – ha detto ancora il Procuratore  – è massimo. Ci stiamo avvalendo, tra l’altro, delle migliori competenze tecniche che rappresentano il meglio di quanto possa offrire, in questo senso, la nostra terra di Calabria”.

I nove escursionisti morti mentre si trovavano nelle gole del Raganello provenivano da quattro regioni diverse: Puglia, Lombardia, Campania e Lazio. Insieme a loro perse la vita Antonio De Rasis, di 32 anni, di Civita, una delle guide più esperte del Raganello, con molti anni di esperienza nell’accompagnamento dei turisti in una delle aree più suggestive della Calabria”.

“Gli escursionisti furono sorpresi da un violento temporale e dalla conseguente ondata di piena delle gole, che si trasformò per loro e per la guida che li accompagnava in una trappola mortale. E’ apparso subito evidente che quel giorno si sottovalutò l’allerta gialla che era stata diramata dalla Protezione civile e che avrebbe dovuto consigliare la sospensione delle escursioni. Quel giorno, evidentemente, furono commessi degli errori e delle omissioni. Ed è su questi che la Procura della Repubblica di Castrovillari è fermamente intenzionata a fare piena luce”.