Occhiuto ai ferri corti con Oliverio, a rischio la metropolitana leggera

La decisione del Tar di bloccare l'abbattimento dell'ecomostro Jolly "costringe" il sindaco di Cosenza a “invalidare l’accordo per la metro leggera”. Il governatore: "E' in difficoltà"

Carlomagno campagna novembre 2018
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Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, e il governatore della Calabria Mario Oliverio sono ai ferri corti, tra ricatti e interessi politici. Una polemica scaturita dalla decisione del Tar Calabria di bloccare la demolizione dell’Hotel Jolly, ecomostro ai piedi del centro storico che per anni ha ospitato la sede dell’Aterp, e che il sindaco di Cosenza, al suo posto, vorrebbe far sorgere il museo di Alarico.

Il Tar ha sospeso l’efficacia di tutti gli atti prodotti dal comune di Cosenza e dalla Regione relativi al parziale abbattimento dell’ex Hotel, accogliendo il ricorso presentato dall’Aterp, secondo cui la proprietà dell’immobile è ancora in capo all’Azienda regionale per cui Palazzo dei Bruzi non ha titolo ad effettuare modifiche della struttura dell’edificio.

Appresa la notizia il sindaco Mario Occhiuto, su Facebook, ha scritto di essere costretto a “invalidare l’accordo sottoscritto per la realizzazione della metro leggera”, perché l’abbattimento dei piani superiori dell’ex Hotel Jolly rientrava – secondo il sindaco – nel progetto complessivo di riqualificazione della città.

Il cantiere per l’avvio dei lavori della metropolitana di superficie è stato già allestito. Il viale parco, dove secondo il progetto di Occhiuto dovrebbe sorgere il parco del Benessere, con annessa metro leggera, è stato transennato e questo ha suscitando le ire dei cittadini amanti delle auto che si imbottigliano nel traffico cittadino.

“Capisco le difficoltà del sindaco – ha replicato Mario Oliverio – ma questo non può autorizzarlo a cercare pretesti per non rispettare i patti. Per quanto riguarda il Jolly Hotel, abbiamo assunto un impegno e bisogna attivare le procedure affinché gli impegni presi vangano attuati a norma di legge”.

“Il Comune – dice ancora il governatore – potrà avviare la procedura appena sarà proprietario effettivo dei lavori”. Oliverio, parlando con i giornalisti, è intervenuto anche sulle accuse lanciate dal comitato “No metro”, secondo cui mancherebbe il progetto esecutivo per la realizzazione della metropolitana leggera Cosenza-Rende-Unical.

“Il progetto esecutivo – ha detto – credo che ci sia, perché altrimenti non si possono iniziare i lavori. Questa, naturalmente, è una responsabilità dell’impresa, che deve corrispondere ai termini contrattuali tra cui la progettazione esecutiva”.

“La grande opera pubblica di collegamento metropolitano è illegittima sotto molteplici profili e non è stata preceduta da un doveroso confronto con i soggetti portatori di interessi rilevanti”.

Si apre così, intanto, la dettagliata istanza che ieri mattina il Comitato No Metro ha presentato al prefetto di Cosenza, Paola Galeone. Il comitato sottolinea come il Comune di Cosenza non abbia mai tenuto conto della petizione popolare che chiedeva un referendum sull’argomento, che l’opera mancherebbe di tutte le necessarie autorizzazioni, anche ambientali, e violerebbe le norme in materia di pubblica sicurezza, oltre a risultare non sostenibile economicamente.

Intanto, Oliverio ha firmato un protocollo di legalità per prevenire e impedire infiltrazioni mafiose nei lavori di costruzione della strada Longobucco-Mirto e della metroplitana leggera Cosenza-Rende-Unical, quest’ultima opera messa a rischio dopo lo scontro con il sindaco di Cosenza.

Impegnati nell’iniziativa le aziende aggiudicatarie, il prefetto di Cosenza, Paola Galeone, le forze dell’ordine e le organizzazioni sindacali.