Cavallo di ritorno dopo il furto di un’auto a Cosenza, arrestati

Un anziano di Bocchigliero per riavere l'auto si era rivolto a un meccanico compaesano finito a sua volta, nelle grinfie dei banditi che lo hanno picchiato e derubato di un fuoristrada

Carlomagno campagna novembre 2018

Arresto carabinieriNei comuni di Crosia, Pietrapaola, Cariati, i Carabinieri della Compagnia di Rossano, nell’ambito dell’operazione denominata in codice “Doppio Gioco”, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro persone ed, in particolare di due crosioti, Serafino Perfetti, di 40 anni, e Rosario Lefosse, (31), di un cariatese, Rocco Pirillo, (34) e di un cosentino residente a Pietrapaola, Antonio Cirigliano, (54), finiti in manette con l’accusa di rapina e tentata estorsione in concorso. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Castrovillari su richiesta della locale Procura.

L’indagine nasce alla metà del mese di maggio di quest’anno, quando è stata rubata un’auto a Cosenza, il cui proprietario è un settantatreenne di Longobucco. Al fine di rinvenire l’autovettura, l’anziano si era rivolto ad un meccanico bocchiglierese quarantottenne, il quale – da quanto ricostruito nel corso delle indagini – si sarebbe adoperato con attività di intermediazione con soggetti operanti nel capoluogo bruzio per rinvenire la vettura, a fronte del pagamento della somma di 1.500 euro.

Contestualmente, l’anziano si confidava in ordine alla soluzione ipotizzata col proprio figlio, Serafino Perfetti, il quale verosimilmente non soddisfatto della proposta fatta dal meccanico, a sua volta avviava contatti con soggetti dell’ambiente cirotano per il tramite di Antonio Cirigliano, finalizzati a rinvenire l’utilitaria con una soluzione alternativa.

Il 21 maggio a Mirto Crosia è stato quindi organizzato un incontro tra Perfetti ed il meccanico, per discutere sul rinvenimento dell’utilitaria.

All’appuntamento, tuttavia, si sono presentati, come ricostruito grazie alle immagini di un impianto di videosorveglianza, all’analisi dei tabulati telefonici e dei tracciati dei gps installati sulle autovetture ed al riconoscimento effettuato dalla persona offesa, due cirotani, rispettivamente di 39 e 31 anni, e Pirillo, accompagnati da Perfetti e da Lefosse, che attiravano il meccanico in una strada isolata e, dopo averlo fatto scendere dal proprio fuoristrada, lo malmenavano ripetutamente e lo rapinavano del mezzo, minacciandolo di adoperarsi per il rinvenimento dell’utilitaria trafugata a Cosenza e per riottenere il fuoristrada, senza l’esborso di alcuna somma di denaro.

Il meccanico, il giorno seguente, si recava così presso la Stazione Carabinieri di Bocchigliero dove sporgeva una denuncia di furto del proprio fuoristrada, non raccontando quanto accaduto per paura di ritorsioni. Solo l’intuito del comandante di quella Stazione, unitamente ad una rete di informazioni acquisite in via preliminare, consentiva di fare scattare le indagini.

Il 27 maggio, una pattuglia dei Carabinieri di Cosenza rinveniva, nel corso di un servizio di controllo del territorio, l’utilitaria trafugata, per cui il fuoristrada veniva dapprima posizionato lungo una strada che da Crosia collega il limitrofo comune di Cropalati e poi rinvenuto dai Carabinieri di Mirto Crosia.

Sempre dalle risultanze investigative, si appurava che Perfetti, per “ringraziare” del favore, avrebbe chiesto un incontro, nel quale avrebbe consegnato la cifra di 700 euro ad uno dei due cirotani.

Le attività investigative, condotte dai militari di Mirto Crosia e coordinate dal Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla, unitamente al pm Antonino Iannotta, sono state da subito serrate e si sono svolte ascoltando persone informate sui fatti, sull’analisi di filmati di impianti di videosorveglianza, attività tecnica e servizi di osservazione.

All’operazione hanno preso parte oltre cinquanta carabinieri con l’ausilio delle unità cinofile di Vibo Valentia ed al termine delle formalità di rito, Pirillo, Perfetti e Lefosse sono stati trasferiti presso il carcere di Castrovillari, mentre Cirigliano è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, tutti a disposizione dell’autorità giudiziaria.