Un mese fa la strage nel torrente Raganello

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Tragedia Raganello
L’immagine simbolo della strage nel torrente Raganello

Ricorre oggi un mese esatto dalla immane tragedia nelle gole del Raganello, a Civita, dove un’ondata di piena nell’omonimo torrente, causata da un’alluvione, ha inghiottito lo scorso 20 agosto le vite di nove escursionisti e di una guida del posto.

Per ricordare le vittime a Civita sono in programma oggi una messa e una fiaccolata. In quel drammatica giorno persero la vita Antonio De Rasis, 32enne di Cerchiara di Calabria, guida esperta e volontario della protezione civile, i napoletani Carmen Tammaro e Antonio Santopaolo, genitori di ragazzine di 10 e 12 anni scampate alla morte ma rimaste orfane. Maria Immacolata Marrazzo, avvocato 43enne di Torre del Greco; le amiche ballerine pugliesi Miryam Mezzolla, e Claudia Giampietro; Carlo Maurici e Valentina Venditti di Roma; la ricercatrice Paola Romagnolie e l’agente di polizia penitenziaria Gianfranco Fumarola.

Una tragedia di grandi proporzioni che ha scosso l’intero paese e lascia molte domande senza risposte. Un dramma che si poteva evitare, dal momento che c’erano state ben tre allerte meteo di colore giallo e che più di qualcuno ha ignorato.

Sulla strage, la Procura di Castrovillari ha aperto una inchiesta per accertare ogni responsabilità. Al momento, nel registro degli indagati sono finite sette persone, tra cui i sindaci dei tre comuni che hanno competenza sulle gole e il presidente del parco nazionale del Pollino. Le ipotesi d’accusa sono omicidio e lesioni colpose, inondazione e omissioni di atti d’ufficio.

Le indagini vanno avanti spedite e non si esclude che l’elenco degli indagati possa allungarsi. Il procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla, nei giorni successivi alla tragedia ha fatto acquisire diversi atti e disposto, oltre il sequestro dell’area, una serie di accertamenti nelle gole per ricostruire l’accaduto.