Esondazione Crati, danni ingenti. Uccisi migliaia di capi di bestiame

Carlomagno campagna novembre 2018

Esondazione Fiume Crati L’esondazione del Fiume Crati, nell’Alto Ionio Cosentino, ha provocato ingentissimi danni all’agricoltura, in particolare nel territorio di Corigliano-Rossano, dove a causa della piena ci sono stati rischi seri anche per decine di famiglie soccorse e messe in salvo dalla Protezione civile.

L’acqua ha travolto e ucciso centinaia di capi di bestiame, soprattutto ovini, ma anche bovini. Per la Coldiretti regionale siamo davanti a una situazione “gravissima”. Da una prima ricognizione effettuata dalla Coldiretti risultano allagati da più di un metro d’acqua oltre 1.000 ettari di agrumeti in piena produzione, circa mille pecore sono morte annegate, alcune decine di bovini e naturalmente ci sono decine di famiglie evacuate e danni ad abitazioni e strutture.

Una situazione di estremo disagio che ha costretto la Protezione Civile ad intervenire con mezzi fluviali per mettere in sicurezza le persone. “Immediatamente – informa Coldiretti –, il Consorzio di Bonifica di Trebisacce si è messo a disposizione della Protezione Civile attivandosi con uomini, mezzi e risorse proprie per le immediate opere di messa in sicurezza dell’argine e così di ridurre il rischio residuo ed evitare ulteriori tracimazioni e danneggiamenti a seguito di un eventuale nuove ondate di piena”.

Le immagini della piena del Fiume Crati

“Ormai è un bollettino quotidiano, la conta dei danni sarà fatta e si aggiungerà a quella delle ultime settimane – commenta il Presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto – si ripetono tragedie legate alla fragile situazione idrogeologica, accentuata da eventi meteorologici sempre più violenti, questo – continua – ci obbliga a ribadire la necessità di un grande piano per la manutenzione del territorio, perché la sicurezza da frane, alluvioni e cedimenti del terreno è il primo intervento infrastrutturale, di cui abbiamo bisogno”.

Per la Coldiretti “è importante, a questo punto, che si attivino tutte le forze per prestare soccorso alla gente che vive in questi luoghi nonché – sottolinea Coldiretti – le procedure idonee per affrontare l’emergenza, così come gli enti che controllano il territorio pongano in essere provvedimenti necessari alla messa in sicurezza del territorio e alla pulizia e manutenzione dei fiumi”.