Facevano shopping con soldi falsi, scoperta una baby gang nel Cosentino

In cinque, residenti nell'alto Ionio, acquistavano a prezzi stracciati su internet pacchi di banconote tarocco e poi li spendevano nei negozi. Scovati pure i falsari: sono di Napoli

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carabinieri soldi falsi
I carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro con il denaro falso sequestrato

Volevano soddisfare la loro voglia di fare shopping negli esercizi commerciali pagando però con soldi falsi, banconote taroccate talmente bene che era difficile accorgersene a prima vista. Ingannati i primi commercianti, ci avevano preso gusto a “spendere e spandere”, come si suol dire, ma probabilmente hanno commesso qualche errore di troppo e sono stati scoperti. Protagonisti di questa incredibile storia, un gruppo di ragazzini dell’Alto Ionio Cosentino che sono stati denunciati a piede libero dai Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro.

Tutto ha avuto inizio qualche settimana fa, quando alcuni commercianti di Trebisacce e Roseto Capo Spulico avevano denunciato di aver ricevuto come corrispettivo per della merce acquistata banconote da 50 euro false, ma di ottima fattura, tanto da non essersi accorti inizialmente della loro non autenticità.

Le indagini dei militari di Roseto si erano da subito indirizzate ad acquisire delle immagini di videosorveglianza e ad ottenere dalle vittime una descrizione precisa dei truffatori. Ben presto si è risaliti ad alcuni di questi identificava in alcuni minorenni del luogo. Soggetti insospettabili, giovanissimi e incensurati. I ragazzi più volte avevano fatto acquisti negli esercizi di zona pagando con banconote false, da capi d’abbigliamento, all’elettronica ad altro.

Scattata una perquisizione in casa di uno loro – un 16enne di Corigliano ma residente ad Albidona -, una volta messo alle strette ha confessato tutto consegnando spontaneamente il suo cellulare, tramite il quale non è stato difficile risalire a tutti i suoi complici – altri giovanissimi di Rossano, Oriolo e Trebisacce -, nonché individuare la “fonte” da cui le banconote contraffatte partivano: i produttori del denaro falso erano una donna di 42 anni ed il figlio 18enne, entrambi residenti a Napoli.

La banda degli onesti
Totò e Peppino De Filippo nel film “La banda degli onesti”

Gli investigatori, vista la collaborazione di alcuni componenti della gang, hanno deciso di stringere il cerchio attorno ai moderni imitatori del grande Totò nel film “La banda degli onesti”: hanno atteso la ricezione di un ultimo plico di soldi contraffatti, ordinato su internet, riuscendo ad identificare i “mittenti”, appunto madre e figlio, e sequestrare, prima che venissero truffati altri commercianti, altri 1.100 euro falsi inviati tramite un pacco postale.

I militari hanno inoltre accertato che il gruppo di giovani aveva ordinato via web, in varie tranche, ben 5.000 euro, in tagli da 100, 50 e 20 euro, molti dei quali erano stati già spesi in negozi dell’Alto Jonio. I giovani avevano ricevuto una prima tranche di denaro (1.650 euro falsi), pagandola 500 euro.

Per i cinque ragazzi è scattata dunque la denuncia a piede libero alla procura dei minorenni di Catanzaro. L’accusa è di spendita e introduzione di monete false. Deferiti anche i due napoletani. Tutte le banconote false reperite sono state sottoposte a sequestro penale, così come i cellulari dei ragazzi.