Tentato omicidio a Reggio, catturato Ciro Russo. Era in pizzeria

La Polizia lo ha rintracciato vicino un locale a Reggio Calabria. Ma sorgono dubbi sulla rete di protezione. L'uomo più ricercato d'Italia come faceva a girare tranquillamente?

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Da sinistra Ciro Russo e la vittima Maria Antonietta Rositani
Da sinistra Ciro Russo e la vittima Maria Antonietta Rositani

E’ stato catturato Ciro Russo, il 42enne che ieri mattina a Reggio Calabria ha tentato di bruciare viva la moglie coetanea Maria Antonietta Rositani mentre si trovava in auto. L’uomo è stato rintracciato poco prima delle 22, riferisce la Questura reggina, nelle adiacenze di una pizzeria nella città dello Stretto, probabilmente dopo aver cenato. Se insieme a qualcuno e chi non è dato sapere.

La nota della Polizia riferisce pochissimi particolari, ma non si esclude che Russo, essendo l’uomo più ricercato d’Italia, possa aver goduto di una rete di protezione per girare tranquillamente in centro città, a meno di una incredibile forma di ingenuità. E non sembra il caso dal momento che, da quanto emerso, pare avesse pianificato il delitto contro la moglie nei minimi particolari. Evaso dai domiciliari ad Ercolano, giù per cinque ore fino a Reggio e al mattino il tentato omicidio della consorte.

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Ma chi lo proteggeva? Questo è l’interrogativo, cui se ne aggiunge un altro: se proprio così ingenuo, non poteva farsi accompagnare da un legale in Questura per costituirsi anziché girovagare braccato in Calabria e in Campania? Mistero.

Ciro Russo è stato arrestato e dopo le formalità di rito associato in carcere con l’accusa di tentato omicidio aggravato, in base a un provvedimento di fermo emesso dalla Procura diretta da Giovanni Bombardieri. Le indagini sull’atroce delitto sono coordinate dal sostituto procuratore Paola D’ambrosio.

Il fattaccio ieri mattina intorno alle ore 8.40, in via Frangipane di Reggio Calabria, nei pressi dell’omonima scuola. Ciro Russo, con precedenti di polizia per maltrattamenti in famiglia, dopo aver aperto lo sportello dell’autovettura a bordo della quale era presente la moglie Maria Antonietta Rositani, spargeva liquido infiammabile e le dava fuoco.

Le fiamme provocavano rilevanti ustioni in diverse parti del corpo della donna che è attualmente ricoverata nel reparto grandi ustionati dell’ospedale di Bari. L’ uomo, dopo la fulminea azione criminosa, si dava alla fuga. Era evaso dagli arresti domiciliari in Ercolano (Napoli), ottenuti il 5 maggio 2018, dopo un periodo di custodia cautelare in carcere disposta in 20 gennaio 2018 con provvedimento del Gip di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a conclusione di indagini condotte dalle squadra mobile reggina per maltrattamenti in famiglia.

Sul vero movente del gestaccio poche notizie. Circolano voci su una possibile vendetta dell’uomo che addebitava a lei accuse inesistenti di presunti maltrattamenti, motivo per cui si trovava rinchiuso agli arresti domiciliari dai suoi genitori in Campania.