Bancarotta fraudolenta, arrestati due imprenditori cosentini

Indagine della Procura di Roma che accusa tre persone di aver provocato il fallimento di una società di abbigliamento per ricavare profitti illeciti

Carlomagno Lancia Ypsilon Novembre 2020 PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI E RESTARE INFORMATO SULLE NOTIZIE BASTA LASCIARE UN LIKE SULLA NUOVA PAGINA FB

Guardia di Finanza CosenzaDue imprenditori cosentini operanti nel settore dell’abbigliamento sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai finanzieri di Roma e di Cosenza nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura capitolina che li accusa di bancarotta fraudolenta. Per una terzo imprenditore è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ai tre è stato applicato il divieto di esercitare l’attività.

Dalle indagini sarebbe emerso che gli indagati destinatari delle misure cautelari avrebbero posto in essere, nel tempo, più fatti e reiterate condotte di bancarotta fraudolenta, consistite nell’aver provocato il fallimento della società da loro gestita mediante la distrazione e dissipazione dei beni della stessa realizzate attraverso plurimi negozi giuridici, privi di controprestazione per la fallita, posti in essere con altre società facenti capo allo stesso gruppo imprenditoriale.

In particolare la società in questione, a fronte di significativi acquisti di merce destinata alla rivendita, procedeva con plurimi negozi giuridici alla vendita della merce stessa, a società riconducibili al medesimo gruppo familiare, in assenza di giustificazione economica e di movimentazione finanziaria.

Condotte, secondo l’accusa, che venivano aggravate dalla sottrazione e distruzione dei libri e delle altre scritture contabili con lo scopo di procurarsi un ingiusto profitto o recare pregiudizio ai creditori, nonché con l’omissione sistematica del versamento dei contributi previdenziali e delle imposte dovute fin dalla costituzione della società, tanto da maturare un debito verso l’erario di oltre due milioni e mezzo di euro ed un passivo fallimentare complessivo pari a quasi tre milioni e mezzo di euro.

La gravità delle condotte di bancarotta accertate, la loro reiterazione nel tempo ed il concreto pericolo che possano essere nuovamente commessi reati della stessa natura di quelli contestati, hanno consentito di richiedere ed ottenere i provvedimenti cautelari personali ed interdittivi eseguiti in data odierna.

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