Per la Corte dei conti il comune di Cosenza è in dissesto

Carlomagno Faro istituzionale

La Corte dei conti dichiara il dissesto al comune di CosenzaLa Corte dei conti calabrese ha dichiarato il “dissesto” al comune di Cosenza. Una sentenza che riaccende lo scontro politico, con l’opposizione che attacca e la maggioranza a guida Occhiuto che attende fiduciosa gli esiti del ricorso presentato alle Sezioni riunite della stessa corte.

I conti in rosso a palazzo dei Bruzi erano stati denunciati nei giorni scorsi anche dai gruppi consiliari di minoranza Pd, Psi, Grande Cosenza e Uniti per la città che in una conferenza stampa avevano invocato “un’operazione verità” sul bilancio comunale che avrebbe un buco di centinaia di milioni di euro.

“Com’era prevedibile, – spiega una nota dell’amministrazione bruzia – la Corte dei Conti regionale non ha tenuto conto delle contro deduzioni presentate e così, a distanza di 24 ore dall’audizione del sindaco Mario Occhiuto a Catanzaro, ha prontamente comunicato, in ben 142 pagine, che a parere di tale Corte per il Comune di Cosenza ci sono le condizioni di dissesto. Occorre evidenziare che la stessa Corte dei Conti regionale, dal 2011 in poi, ha sempre dichiarato lo stato di dissesto per il Comune bruzio”.

“Ancora la stessa Corte, oggi, – prosegue palazzo dei Bruzi – ha comunque sospeso la decisione per un periodo di 30 giorni in attesa del ricorso del Comune presso le Sezioni riunite della Corte dei Conti. Deve essere però chiaro che si fa riferimento a un ripianamento dei debiti causati dalle amministrazioni precedenti all’Esecutivo Occhiuto. Di conseguenza: questo Comune è nelle condizioni di dissesto già, appunto, dal 2011, alla data dell’insediamento dell’Amministrazione Occhiuto”.

“Così come deve essere chiaro che per i cittadini non vi è alcuna differenza tra predissesto e dissesto in quanto le aliquote dei tributi comunali rimangono invariate. Anche nella peggiore delle ipotesi, insomma, sulla cittadinanza non ricadrà alcuna conseguenza. L’unica differenza consiste nella gestione della massa debitoria, che viene affidata ad un soggetto liquidatore diverso dal Comune. Le attività comunali restano invece in capo all’Amministrazione Comunale in carica. Riguardo alle assunzioni di personale rimane l’obbligo (come avviene anche oggi per il predissesto) dell’autorizzazione ministeriale. Non è più possibile l’assunzione a tempo determinato delle figure di staff del sindaco”.

“Inoltre – evidenzia la maggioranza -, non è vero che il dissesto comporti sanzioni patrimoniali e la incandidabilità degli amministratori, poiché questo avviene solo in caso di dolo o di colpa grave sulla base di un apposito procedimento giudiziario che può essere avviato solo dalla Procura della Corte dei Conti”.

“Non ci aspettavamo nulla di diverso – afferma il sindaco Mario Occhiuto – poiché la stessa Corte dei Conti regionale nel 2013 aveva già bocciato il nostro piano di riequilibrio poi approvato in seguito presso le Sezioni riunite. Siamo tuttavia fiduciosi sul fatto che, come avvenuto nel 2014, proprio le Sezioni riunite possano accogliere le nostre motivazioni. In risposta poi ad alcuni avversari tra i quali compaiono addirittura coloro che hanno causato lo stato di dissesto nel 2011, non si capisce come mai in precedenza, cioè nel 2014, nella medesima situazione siano rimasti in silenzio, mentre oggi invece cercano di avvelenare i pozzi strumentalizzando questo evento. Probabilmente – conclude il sindaco Occhiuto – non hanno parlato prima in quanto soltanto adesso ho dichiarato la mia candidatura alla presidenza della Regione Calabria”.