Conti in rosso a Cosenza, Gentile attacca Occhiuto: “Dice solo bugie”

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Katya Gentile

“Dopo l’invecchiamento precoce, in un’ora appena di Camera di Consiglio, presso la Sezione di Controllo della Corte dei Conti, Occhiuto (sindaco dal 2011 a tutt’oggi) esce dichiarando 350 milioni di euro di debiti”. E’ quanto afferma in una nota Katya Gentile, presidente dell’associazione “LegittimaMente” ed ex vicesindaco al comune di Cosenza nella prima legislatura a guida Mario Occhiuto.

“Ora, – spiega –  “se i numeri sono numeri “, come ha sostenuto lui stesso recentemente (Occhiuto), e i debiti certificati al 2011 erano veramente 150 milioni di euro, 200 milioni di euro non possono non essere addebitabili che alle 2 legislature occhiutane”.

“A niente servono, quindi, – prosegue Gentile – le bugie su ‘i conti migliorati, la spesa ridotta e i debiti ereditati” e poco o nulla influiscono sulla mole debitoria le opere pubbliche, se è vero che si è sempre attinto a finanziamenti pubblici, per come strombazzato negli anni”.

“È una bugia clamorosa che il predissesto e il dissesto siano la stessa cosa, come vorrebbe far credere attraverso le sue dichiarazioni, e non è vero che siamo in dissesto dal 2011. Altrimenti, come io gli avevo chiesto fin dal primo giorno, avremmo dovuto noi stessi consegnare i bilanci del Comune alla Procura della Corte dei Conti”.

“Il Comune sarebbe stato commissariato per due o tre anni, i conti sarebbero stati rimessi a posto ed oggi – prosegue la nota della presidente dell’associazione – non saremmo dovuti andare a rappresentare le nostre controdeduzioni davanti ai Magistrati della Corte dei Conti, per giustificare uno scostamento, in aumento costante, di tutti i numeri previsti in una procedura di riequilibrio finanziario, che lo stesso Comune ha scientemente stilato e si era impegnato a mantenere”.

“La verità, e non tutta (ricordiamoci che i Giudici hanno esaminato gli atti fino al primo semestre 2018), sta scritta, con dovizia di dettagli allarmanti e di numeri inconfutabili, in quelle 69 pagine della delibera n° 66 della Sezione di Controllo della Corte dei Conti”.

Per Katya Gentile “è il momento di dire basta”. “Basta con ‘ste fregnacce, buone da dare in pasto al popolino mediocre di yes man che lo circonda. Se le stesse giustificazioni le hanno portate davanti al Collegio, credo che i Giudici, con dati alla mano, ognuno nel proprio intimo, per rispetto alla toga che indossano, gli abbiano fatto una grande pernacchia, anche solo per l’offesa alla propria intelligenza”.

“E mentre nel buio delle segrete stanze il sommo va urlando con trasporto che i consiglieri devono dimettersi e sfiduciarlo, perché “non è giusto che paghiamo un dissesto che abbiamo ereditato”, si è premurato di mettere le mani avanti, anche pubblicamente: “in caso di dissesto, ricorreremo alle Sezioni Riunite’, come se nutrisse la speranza di trovare il solito paracadute di riserva”.

“Precisando – dice ancora la Gentile – che non vorrei mai scatenargli una crisi di panico, credo, però, che se la prima volta, nel 2014, le Sezione Riunite hanno voluto dar fiducia all’Amministrazione comunale, accogliendo il ricorso che difendeva la congruità del piano di riequilibrio, e riservandosi le successive verifiche. Ora, all’esito delle stesse, la situazione pare sia “leggermente” diversa. Le responsabilità ci sono, nero su bianco. Quella fiducia è stata tradita, perché i numeri parlano chiaro, più delle parole”, conclude l’ex vicesindaco della città dei Bruzi.