Regionali, su Occhiuto la tegola del dissesto. Scontro tra “fedelissimi” di Lega e sindaco

La Corte dei conti gela il sindaco che però va avanti. Sui social l'occhiutano Maximiliano Granata va all'attacco del commissario Invernizzi, che viene però difeso dalla salviniana Emma Staine.

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In attesa che si definiscano le candidature per le prossime elezioni regionali in Calabria, ma anche in altre regioni come Puglia e Campania (dov’è tutto in alto mare), coi leghisti che cercano di indicare propri candidati governatori, il candidato cosentino di Forza Italia Mario Occhiuto, già in campo da oltre un anno, ieri è stato gelato dalla pronuncia della Corte dei conti che ha dichiarato lo stato di dissesto finanziario nel comune che guida dal 2011. Un’altra tegola, questa volta amministrativa, che si somma ai procedimenti giudiziari in cui il primo cittadino azzurro è coinvolto.

Occhiuto si difende attribuendo il default alle amministrazioni precedenti, cioè quelle del Pd e del centrosinistra, e ha già fatto sapere che questa situazione non inficia in alcun modo la sua candidatura a governatore.

Dalla Lega, come è noto, sono arrivati veti appunto per le inchieste a suo carico. “Vogliamo persone che non abbiano problemi con la giustizia“, ha tuonato più volte Matteo Salvini. Una posizione ribadita dal commissario calabrese Cristian Invernizzi: “Non sosterremo Occhiuto”.

Il parlamentare bergamasco, per questa ragione, è stato preso di mira dall’avvocato Maximiliano Granata, già candidato sindaco negli anni ’90 con il movimento “La Svolta”. Oggi Granata, che non è della Lega ma è a capo del movimento “Legalità democratica”, è vicinissimo a Mario Occhiuto, ed è più “sfegatato” del fratello Vincenzo, che siede tra i banchi della maggioranza nel monogruppo “Democrazia Mediterranea – Lega”, appunto a sostegno del sindaco Occhiuto.

Sui social l’avvocato attacca Invernizzi, fedelissimo di Matteo Salvini, “reo” di essere del nord e di essere stato calato dall’alto a guidare la Lega in Calabria.

L’attacco di Maximiliano Granata al commissario Invernizzi

“Nella Lega calabrese – dice Granata – esiste una forma di malessere crescente nei confronti del commissario Cristian Invernizzi, che rischia di far implodere il partito. La Lega ha bisogno di un commissario che conosca i reali problemi della Calabria. La Calabria ai calabresi.

“Con la gestione Invernizzi – sottolinea – si rischia di annullare il lavoro svolto. Dopo l’esperienza fallimentare dell’elezione per il rinnovo del consiglio comunale di Rende dove la Lega ha raggiunto solo l’ 1,4 % del consenso elettorale, con l’azione politica del commissario Invernizzi, la Lega calabrese rischia di non raggiungere la soglia del 4%”, rimprovera il fedelissimo di Occhiuto.

Il commissario Invernizzi – attacca ancora -, non ha consentito ai giovani leghisti lametini, guidati dall’unico deputato della Lega eletto in Calabria (Domenico Furgiuele, ndr), la presentazione del simbolo della Lega per il rinnovo del consiglio comunale nella città di Lamezia Terme”.

“I primi inciampi di una Lega che potrebbe rimediare una brutta figura in Calabria con il rischio del quorum e della mancata rappresentanza. Non si potranno accettare da Invernizzi, scelte prive di partecipazione e trasparenza perché – prosegue – il destino dei calabresi deve essere scelto dai calabresi. Ma il solo fatto che in una città come quella di Cosenza e in una Regione che ha, oltretutto, tradizioni di cultura e sensibilità democratiche e che ha espresso uomini della levatura di Giacomo Mancini, si possa concepire un modo simile di fare politica. E’ inaccettabile che un deputato bergamasco venuto dal Nord, debba decidere il destino della Calabria”, conclude Granata.

Una posizione molto dura evidentemente non gradita ai leghisti “della prima ora” che a più riprese difendono il commissario Invernizzi e lo stesso Salvini che lo ha inviato quì la scorsa primavera con l’obiettivo di azzerare tutto e riorganizzare il partito.

La replica della salviniana Emma Staine a Granata 

In coda al post di Granata fa sentire la sua voce l’avvocato Emma Staine, salviniana di ferro e già candidata alla Camera nel 2018 sotto il simbolo della Lega. “Caro Maximiliano, – scrive Staine – tutte le regioni sono state commissariate. I destini dei calabresi lo decidono i calabresi nell’urna elettorale. Il commissario Cristian Invernizzi, in accordo con Salvini e le linee programmatiche e politiche della Lega, agisce di conseguenza”.

Siamo in democrazia – prosegue Emma Staine – e tu puoi esprimere tutti i pareri che vuoi, ma vorrei ricordarti che non sei un tesserato Lega, né un dirigente, né un eletto. E tra parentesi ho visto atti di amore e di rispetto nei confronti di questa terra più da Invernizzi di Bergamo, che da qualche millantatore disonesto calabrese”.

Dino Granata