Bancarotta Ofin, a processo il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto

La reazione del primo cittadino: "Era previsto, ma sono certo che il processo chiarirà la mia totale estraneità ai fatti contestati".

Carlomagno campagna Jeep Cherokee Novembre 2019
Mario Occhiuto
Mario Occhiuto

Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Lo ha deciso il Giudice per l’udienza preliminare nell’ambito del procedimento penale sul fallimento della società “Ofin”, di cui Occhiuto è stato amministratore fino al 2011.

Nell’ambito della stessa inchiesta è stata condannata (rito abbreviato) a un anno e quattro mesi (pena sospesa) Annunziata Occhiuto, sorella di Mario, all’epoca amministratore e legale rappresentante della “Ofin” da settembre a ottobre 2014, data del fallimento della società. E’ stata archiviata, invece la posizione di Carmine Potestio, socio della Ofin ed ex capo di gabinetto del sindaco Occhiuto.

La bancarotta di cui è accusato il sindaco di Cosenza ammonta a tre milioni di euro. La prima udienza del processo è stata fissata per il 2 aprile del 2020. Occhiuto è stato proposto da Forza Italia alla presidenza della Regione Calabria, una candidatura non condivisa dalla Lega di Matteo Salvini che su Occhiuto ha posto il veto per le sue vicende giudiziarie. Il sindaco risulta indagato anche in altre inchieste giudiziarie per varie ipotesi di reato.

Occhiuto: “Chiarirò la mia estraneità, ma resto candidato alla regione”
“Era previsto, ma sono certo che il processo chiarirà la mia totale estraneità ai fatti contestati”, ha detto in prima battuta all’Ansa il sindaco cosentino in relazione al suo rinvio a giudizio. In una nota ha poi fatto sapere che il decreto di rinvio a giudizio non inficia la sua candidatura a governatore della regione. Leggi

Le difficoltà politiche del sindaco di Cosenza
Su Occhiuto pesano anche difficoltà politico-amministrative. Ultima grana è il dichiarato dissesto del comune di Cosenza da parte della Corte dei Conti. L’opposizione va all’attacco e dichiara la volontà di “mandare a casa il sindaco”.

Opposizione sul dissesto: “Lunedì sarà sciolto il Consiglio: faremo mancare numero legale”
“Lunedì 11 novembre – spiega una nota dei consiglieri di minoranza – non parteciperemo al Consiglio comunale con all’ordine del giorno la dichiarazione di dissesto finanziario. Il nostro messaggio è chiaro: il primo cittadino di Cosenza deve andare a casa. Ai cosentini deve essere data la possibilità di votare e scegliere il nuovo sindaco e un’amministrazione che chiuda definitivamente questa parentesi buia per la città di Cosenza. Oggi abbiamo l’opportunità di farlo. Ecco perché – proseguono i consiglieri di opposizione – lunedì non saremo presenti in Aula. L’obiettivo? Non assicurare il numero legale sulla pratica del dissesto finanziario, causando lo scioglimento immediato del Consiglio comunale. È un’opportunità prevista dalla legge che non può non raccogliere chiunque voglia prendere le distanze, in maniera inequivocabile, da questa fallimentare esperienza amministrativa”. Leggi