Torna in libertà l’ex prefetto di Cosenza Paola Galeone

Accolte le richieste dei difensori Sammarco e Carratelli. Il giudice sostituisce la misura con l'interdizione dai pubblici uffici per un anno.


Paola Galeone in Tribunale con il suo avvocato Franco Sammarco (Ansa)

Paola Galeone torna in libertà. Il gip del Tribunale di Cosenza, Letizia Benigno, ha infatti accolto le richieste dei difensori dell’ex prefetto di Cosenza revocando la misura degli arresti domiciliari dalla casa di Taranto, dove risiede. Il giudice ha comunque disposto l’interdizione dai pubblici uffici per un anno.

L’alta dirigente dello Stato è accusata di induzione indebita a dare o promettere utilità per avere incassato una busta con 700 euro consegnatole da Cinzia Falcone, presidente dell’associazione Animed e imprenditrice nel settore dell’accoglienza che l’ha denunciata alla Polizia.

La donna era finita ai domiciliari lo scorso 2 gennaio, in seguito a una indagine della Squadra mobile che dopo la denuncia della Falcone ha filmato la dazione di denaro, avvenuta in un bar.

Durante l’interrogatorio di garanzia avvenuto nei giorni scorsi, l’ex prefetto, che è difesa dagli avvocati Franco Sammarco e Nicola Carratelli, si era difesa parlando di un “equivoco”.

Secondo quanto emerso dalle indagini, Galeone avrebbe proposto alla Falcone di emettere una fattura fittizia di 1200 euro al fine di dividersi il fondo residuo destinato ai prefetti per la scorsa annualità. L’accordo, secondo l’accusa, era che settecento euro dovevano andare a lei, e 500 alla presidente dell’associazione.

In seguito alla vicenda il ministro dell’Interno Lamorgese ha prima sospeso il prefetto e successivamente inviato un nuovo rappresentate del governo nella città dei Bruzi, Cinzia Guercio. La Galeone è stata collocata a “disposizione” del Viminale. Con l’interdizione del gip, tuttavia, la dirigente non potrà ricoprire incarichi almeno per un anno.

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