Lisa Gabriele è stata uccisa. Si stringe il cerchio attorno all’assassino

Non fu suicidio. La procura di Cosenza aveva riaperto le indagini dopo una lettera anonima inviata da un poliziotto che accusava un collega. Nel 2005 la ragazza fu soffocata, poi la messinscena per simulare che si era tolta la vita.


Lisa Gabriele è stata uccisa. Si stringe il cerchio attorno all'assassino
Lisa Gabriele

Non si è suicidata Lisa Gabriele, la 22enne di Rose che nel gennaio 2005 è stata trovata senza vita in un bosco al confine tra i comuni di Montalto Uffugo e Rende. La donna è stata barbaramente uccisa. Lo ha fatto sapere il procuratore capo di Cosenza Mario Spagnuolo intervistato dal Tg3 Calabria.

Il magistrato non svela di più sulle indagini in corso ma assicura: “Ci stiamo lavorando a fondo. Riteniamo – dice Spagnuolo – di avere le idee abbastanza chiare. Stiamo aspettando gli esiti di attività di indagini e accertamenti tecnici. Siamo fiduciosi”, dice in quanto la direzione delle investigazioni è quella dell’omicidio. Si stringe il cerchio.

La Procura di Cosenza ha disposto nuovi accertamenti sui vestiti della ragazza dopo la riapertura delle indagini che sono scattate grazie ad un esposto della famiglia della giovane e ad una lettera anonima inviata nel 2019 all’autorità giudiziaria.

Accanto al corpo di Lisa Gabriele furono trovate alcune confezioni di psicofarmaci, una bottiglia di whisky ed un biglietto di addio. Già l’esame autoptico stabilì che la giovane non aveva bevuto. Non solo. Sulla bottiglia non vennero ritrovate impronte e fra l’altro non aveva assunto farmaci o droga. La ragazza, sarebbe stata soffocata in un luogo diverso da quello del ritrovamento del cadavere. Sul luogo del ritrovamento vennero repertate tracce di pneumatici che erano diverse dalla sua Fiat 500.

Inoltre, la perizia calligrafica ha accertato inoltre che a scrivere il biglietto trovato non fu la ragazza. I farmaci, infine furono lasciati per fare credere che la giovane si fosse suicidata. Non ci sono indagati, ma l’indagine ha preso una piega ben precisa che potrebbe culminare presto con un fermo di indiziato di delitto.

Il caso era stato trattato lo scorso autunno anche dalla nota trasmissione “Chi l’ha visto”. La lettera anonima sarebbe stata inviata da un appartenente alla polizia stradale che chiama in causa un suo collega il quale intratteneva una relazione extraconiugale con la ragazza. La giovane era innamorata dell’uomo al punto che per non perderlo gli avrebbe comunicato una finta gravidanza. Da quì probabilmente la reazione violenta dell’assassino che l’ha soffocata con un cuscino e poi ha inscenato un falso suicidio. Un delitto (quasi) perfetto, non fosse per le tante incongruenze registrate nel caso.

La lettera del poliziotto: “E’ stato un delinquente che purtroppo veste la mia stessa divisa”
Scrive l’agente: “Sono un poliziotto onesto della Stradale, per troppo tempo costretto al silenzio dalla paura e per troppo tempo afflitto dal senso d’impotenza e dal rimorso. Voglio però liberarmi dal peso di non aver contribuito a fare luce su un episodio gravissimo”. E spiega: “Parlo di una ragazza, Lisa Gabriele, morta a 22 anni per la sola colpa di essersi innamorata di un delinquente che purtroppo veste la mia stessa divisa”, racconta il poliziotto.

Lisa Gabriele è stata trovata cadavere nel boschetto tra Montalto e Rende il 9 gennaio del 2005. Si presume sia stata uccisa altrove tra il 7 e l’8 gennaio. La ragazza non aveva segni di violenza sul corpo.

“È stata barbaramente uccisa – racconta l’agente –, soffocata con un cuscino. Lisa aveva cercato di far credere di essere incinta. Mi auguro che Lisa possa trovare giustizia e io quella pace interiore che ho perso in questi anni di silenzio”.

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