E’ morto Gigi Simoni, ex allenatore di Inter, Genoa e Cosenza. Sport in lutto


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E’ morto a Lucca, all’età di 81 anni, Luigi “Gigi” Simoni, ex calciatore e già allenatore di squadre di calcio di serie A, B e C. Il tecnico è deceduto a seguito di un peggioramento delle sue condizioni di salute.

Simoni negli anni ’60, primi degli anni Settanta, era stato un centrocampista di Juventus, Genoa, Napoli e altri club, mentre come allenatore, aveva fra le tante squadre, guidato l’Inter, lo stesso Genoa, il Napoli, il Torino e nel 1989 il Cosenza Calcio, un anno dopo la storica promozione in B.

“Il mondo del calcio piange la scomparsa di Luigi Simoni, uno degli allenatori più rispettati e amati d’Italia, morto oggi all’età di 81 anni”. In una nota, la Lega di serie A esprime il cordoglio per la scomparsa dell’ex allenatore sottolineando che è stato “grande protagonista della storia del calcio italiano”. “Conosciuto da tutti come ‘Gigi’ – si legge nella nota della Lega di A – dopo aver appeso gli scarpini al chiodo il tecnico di Crevalcore mosse i primi passi in panchina alla guida del Genoa nel 1975, ottenendo l’anno dopo il suo primo incarico la promozione in Serie A. La consacrazione da allenatore risale alla stagione 1997/1998, quando fu scelto da Massimo Moratti per allenare l’Inter, con cui conquistò la Coppa Uefa a Parigi battendo in finale la Lazio. In totale furono 17 i Club guidati da Gigi Simoni in quasi 40 anni di carriera”. “La Lega Serie A porge ai familiari le più sentite condoglianze per la scomparsa dell’amato Gigi, grande protagonista della storia del calcio italiano”.

“Ci ha lasciati oggi, 22 maggio. Una data non casuale, la data più interista di tutte”. Inizia così l’omaggio dell’Inter a Gigi Simoni, nel giorno del decimo anniversario del Triplete. “Di Gigi Simoni ricordiamo e ci mancherà tutto. Il suo essere signore, innanzitutto. Un modo di vivere, la vita e il calcio, mai sopra le righe”, scrive la società nerazzurra sul sito. ”Ha incarnato l’interismo più genuino. Sulla panchina nerazzurra arrivò nel 1997, assieme al Fenomeno, Ronaldo. Un binomio, quello Simoni-Ronaldo, che resterà per sempre nel cuore di tutti, non solo degli interisti”, prosegue il club. “Il 6 maggio 1998 disegnò il suo capolavoro da allenatore. Imbrigliò una grande Lazio e non le diede scampo. Al Parco dei Principi Zamorano, Zanetti e Ronaldo regalarono all’Inter la terza Coppa Uefa in una notte dolcissima e magica”. “Il mondo del calcio perde un bravo allenatore e una persona meravigliosa. Noi lo ricordiamo così, coi suoi capelli bianchi, sulla nostra panchina, mentre con un sorriso si godeva le magie di Ronaldo, circondato dall’orgoglio e dall’affetto dei tifosi dell’Inter. Ciao Gigi, ci mancherai”, conclude la società nerazzurra nel suo ricordo.

“La scomparsa di Gigi Simoni è una triste notizia per il Cosenza Calcio, che il mister allenò in un periodo della sua lunga e prestigiosa carriera”. E’ quanto si legge sul sito del Cosenza calcio. “Resta in noi il ricordo nitido di un signore del calcio, che ha fatto della mitezza e dell’eleganza un tratto distintivo del suo impegno sportivo. Oggi per la comunità rossoblu è un giorno di mestizia e addio. Un pensiero carico di commozione e vicinanza va alla sua famiglia e a tutti i suoi cari da parte del Cosenza Calcio”, conclude la nota.

Simoni nel calcio ha vinto ricoprendo tutti i ruoli: giocatore, allenatore, dirigente. Ma soprattutto ha lasciato un segno indelebile di stile e sobrieta’ sia nella vittoria che nella sconfitta e senza mai scendere a compromessi per difendere le proprie idee e i propri principi. Una biografia che vuol essere una sorta di vademecum per le generazioni future affinche’ ricordino i veri valori su cui e’ fondato lo sport. Dall’infanzia di Crevalcore agli esordi nella Fiorentina, dal debutto in A con il Mantova all’approdo in Nazionale con il Torino. Il tutto condito da quattro promozioni dalla serie B e la vittoria di una Coppa Italia con il Napoli, unica formazione cadetta ad aggiudicarsi il trofeo. Poi il passaggio naturale dal campo alla panchina del Genoa dove inizia una carriera che lo vede ancora oggi detenere l’invidiabile record di sette promozioni in serie A e raggiungere l’apice con la conquista della Coppa Uefa sulla panchina dell’Inter, primo titolo dell’era Moratti, ottenuto a 58 anni dopo tanta gavetta. Infine il nuovo miracolo da dirigente sportivo nella quiete di Gubbio con due promozioni consecutive e la storica ascesa in serie B.

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