Omicidio a Belvedere Marittimo, fermato il presunto killer

Carlomagno Jeep Renegade Ottobre 2020 PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI E RESTARE INFORMATO SULLE NOTIZIE BASTA LASCIARE UN LIKE SULLA NUOVA PAGINA FB

carabinieri

Svolta nelle indagini sulla morte di Aneliya Dimova, la 55enne bulgara uccisa lo scorso 30 Agosto a Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza. La procura della Repubblica di Paola ha emesso un decreto di fermo a carico di un 32enne del posto, Andrea Renda.

I carabinieri della Compagnia di Scalea, che hanno condotto le indagini con il supporto degli specialisti de Ris di Messina, avrebbero chiuso il cerchio sull’assassinio della donna, che viveva stabilmente a Belvedere, nel centro storico, dando esecuzione nella notte al provvedimento di fermo di indiziato di delitto. A Renda viene contestato l’omicidio e la rapina e l’ipotesi degli inquirenti è quella di un tentativo di rapina finito male.

Aneliya Dimova, era stata trovata senza vita nel proprio letto in una pozza di sangue e con il volto coperto da una federa di cuscino, tenuta con del nastro adesivo. Secondo le indagini è stata colpita a morte, con un oggetto contundente. La donna infatti, presentava una ferita alla testa con una lesione al cranio. Al momento non è stato accertato il movente che avrebbe portato il 32enne ad uccidere la donna.

Sulla scena del delitto, nell’immediatezza, erano state trovate delle impronte e alcuni oggetti che potrebbero essere compatibili con le ferite alla testa della donna, tra cui una bottiglia.

Dalla casa mancavano la fede della vittima, poi ritrovata in un Compro Oro della cittadina tirrenica, e altri oggetti di valore, un telefono cellulare e la borsa sempre della vittima.

A incastrare il trentaduenne ci sarebbero le immagini della video sorveglianza urbana che ne indicano l’ingresso in casa della donna alle 2.07 e l’uscita circa mezz’ora dopo. L’uomo è lo stesso che poi è stato ripreso dalle telecamere del Compro Oro mentre entra nel negozio. Diciassette i punti caratteristici tra l’uomo ripreso nelle immagini e il 32enne fermato.

Andrea Renda è stato associato presso la Casa circondariale di Paola a disposizione dei magistrati della Procura della Repubblica di Paola. Le indagini continuano per definire tutti gli aspetti del delitto, del quale allo stato sono sconosciute le reali motivazioni.

“Il quadro indiziario si compone di una serie particolarmente rilevanti di elementi di prova” ha detto il colonnello Piero Sutera, comandante provinciale dei Carabinieri di Cosenza, nel corso della conferenza stampa che ha seguito il fermo.

L’ufficiale ha sottolineato il lavoro meticoloso con la quale i militari della locale stazione dell’Arma hanno seguito il caso e supportato il Ris di Messina nella raccolta e nell’esame delle prove.

“I militari hanno rintracciato una fedina appartenente alla vittima, e venduta ad un compro-oro dal presunto omicida il giorno dopo l’assassinio, – ha detto Sutera – sulla quale poi sono state trovate tracce biologiche. Abbiamo ricostruito la dinamica dei fatti sulla base di sopralluoghi molto minuziosi – ha aggiunto Sutera – e abbiamo acquisito tutte le riprese di sistemi di videosorveglianza, privati e comunali, da cui si rileva in un arco temporale preciso, tra le due e le due e quaranta, la presenza del fermato nei pressi dell’abitazione della vittima. Alle due e sette si vede il soggetto che scavalca la recinzione dell’abitazione – ha precisato ancora Sutera – e si introduce nell’abitazione attraverso una porta-finestra”. L’uomo sarebbe rimasto nella casa per 33 minuti.

“Abbiamo sequestrato anche l’auto dell’indagato e proceduto al prelievo coattivo delle sue tracce biologiche, l’indagato si era rifiutato di sottoporsi all’esame del Dna – ha detto ancora il colonnello – e abbiamo anche raffrontato le sue impronte dattiloscopiche con quelle trovate sul luogo del delitto ed emerge un’identità dattiloscopica piena, con oltre 17 punti caratteristici, siamo in un campo, direi, di certezza”.

In possesso dell’indagato anche un monile della donna, mentre mancano  il telefono cellulare e la borsetta della vittima”. L’ipotesi, da parte della Procura di Paola, che segue il caso, è che si possa essere trattato di un tentativo di furto in casa finito male. La donna, colpita alla testa, forse con una bottiglia, è stata trovata distesa sul letto con una federa avvolta intorno al capo e chiusa con del nastro adesivo. Pertanto potrebbe essere anche intervenuta la morte per asfissia.

PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI E RESTARE INFORMATO SULLE NOTIZIE BASTA LASCIARE UN LIKE SULLA NUOVA PAGINA FB