Spirlì: “Mia ordinanza meno allarmante. No al lockdown totale come De Luca”

Il territorio calabrese "non ha bisogno di un blocco generale che mi pare esagerato. La virulenza del virus non mi sembra uguale a marzo". La popolazione "deve essere tranquillizzata non esasperata"

Carlomagno Lancia Ypsilon Novembre 2020 PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI E RESTARE INFORMATO SULLE NOTIZIE BASTA LASCIARE UN LIKE SULLA NUOVA PAGINA FB
Nino Spirlì

“Ho firmato un’ordinanza che mi sembra la meno allarmante rispetto ad altre che ho letto, anche perché il territorio calabrese non ha bisogno di un lockdown generale che mi pare una misura esagerata”. Così il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì, ha commentato all’Ansa la proposta del collega campano Vincenzo De Luca che ha annunciato un lockdown per la sua regione e di voler chiedere all’esecutivo nazionale di estenderlo a tutti.

“Stiamo monitorando giorno dopo giorno l’andamento dei contagi. Ci sono giorni – ha sottolineato Spirlì – in cui salgono e giorni in cui diminuiscono, per cui il lockdown veramente oggi sarebbe una misura eccessiva e non auspicabile, anche perché bloccherebbe l’Italia e gli italiani e bisognerebbe che a valutare cosa è necessario fare fossero i singoli territori”.

Per Spirlì tornare alla chiusura totale della primavera scorsa, “in questa fase è veramente una richiesta eccessiva perché la virulenza non mi sembra uguale a prima”. Il Presidente facente funzioni ha parlato di “allarmismi esasperati che non portano bene alla popolazione che in questo momento ha bisogno di essere supportata e tranquillizzata piuttosto che messa in ansia”.

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