Protesta di baristi e ristoratori a Cosenza: “Abbiamo speso soldi e ora ci chiudono?”

Carlomagno Lancia Ypsilon Novembre 2020 PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI E RESTARE INFORMATO SULLE NOTIZIE BASTA LASCIARE UN LIKE SULLA NUOVA PAGINA FB

Come in tutta Italia, protestano anche a Cosenza ristoratori, baristi ed esercenti di altre attività penalizzate dall’ultimo dpcm del premier Conte che dispone per i primi la chiusura alle 18, mentre per palestre piscine e altri settori la sospensione totale di tutte le attività.

Decine di esercenti si sono radunati sotto palazzo dei Bruzi, sede del Comune, per urlare la propria rabbia contro un provvedimento “ingiusto”. I proprietari lamentano il fatto che durante la primavera sono stati costretti ad adeguare i locali con tutto ciò che prevedevano le norme anti covid, spendendo migliaia di euro, mentre adesso i ristoratori sono stati nuovamente costretti a chiudere proprio nell’arco giornaliero, serale, in cui si produce più fatturato.

“Non vogliamo assistenzialismo – ha detto uno dei promotori della protesta – ma chiediamo di poter lavorare. Abbiamo fatto sacrifici per adeguare i nostri locali alle normative anti-contagio e oggi la chiusura ci penalizza nuovamente. Alcuni dei nostri dipendenti ancora non hanno ricevuto la cassa integrazione e oggi siamo costretti a non poter lavorare”.

I manifestanti hanno anche bloccato corso Umberto, una delle vie principali della città. Nel corso della manifestazione è stato fatto esplodere un grosso petardo in un cantiere vicino nei pressi del Municipio.

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