Caos Sanità in Calabria, Gino Strada “verso la nomina a commissario”. Forse

C'è un accordo di collaborazione tra Emergency e Protezione civile. Il probabile incarico è salutato con entusiasmo dai parlamentari calabresi del M5s: "E' la persona giusta". Nettamente contrario il presidente facente funzioni Nino Spirlì che afferma: "Basta commissari". Circolano comunque altri nomi

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Gino Strada (LaPresse)

Gino Strada sarebbe in pole per essere nominato dal governo commissario ad acta per il piano di rientro dal disavanza sanitario in Calabria. Ieri, dopo che era circolata una “velina” in cui si citavano “fonti” che davano per remota una sua disponibilità, il fondatore di emergency ha smentito affermando che in realtà se dovessero chiamarlo comunicherà la sua decisione attraverso i canali ufficiali. Tuttavia  quello di Strada non è il solo nome a circolare in queste ore frenetiche.

“Leggo che non sarei disponibile a fare il commissario in Calabria. Ribadisco – perché evidentemente serve farlo ancora – che non ho ricevuto nessuna proposta formale e che comunicherò personalmente le mie decisioni attraverso i canali ufficiali se ci sarà qualcosa di reale e concreto da comunicare. Mi sembra che la situazione sia già abbastanza difficile per i cittadini calabresi senza che diventi anche grottesca”, ha fatto sapere Gino Strada sui social la sua presunta indisponibilità ad accettare il ruolo di Commissario alla Sanità in Calabria.

A rafforzare la nomina di Strada c’è “un accordo di collaborazione tra Emergency e Protezione civile per contribuire concretamente a rispondere all’emergenza sanitaria in Calabria. Inizieremo domani mattina (oggi 18 novembre, ndr) a lavorare a un progetto da far partire al più presto”.

La quarta nomina in dieci giorni – le prime tre sono saltate per dimissioni e rinunce -, potrebbe quindi (forse) arrivare ad ore la nomina di Gino Strada da parte del Cdm. Ieri la doccia gelata di Eugenio Gaudio che ha rinunciato all’incarico dopo che si erano diffuse notizie sull’inchiesta della Procura di Catania in cui l’ex rettore è indagato per abuso d’ufficio per i presunti concorsi truccati nell’università etnea. Gaudio ha spiegato di aver rinunciato per “motivi personali” evidenziando che la moglie “non è disposta a trasferirsi a Catanzaro”.

La possibile nomina di Strada è salutata con entusiasmo dai parlamentari calabresi del M5s, mentre ad essere contrario è il presidente della Regione, Nino Spirlì: “Qui non c’è da fare nomine, c’è da gestire la sanità. Basta ispettori governativi – dice a La Zanzara su Radio24 – ne abbiamo le scatole piene. Non arriva la nomina di Strada perché dovranno passare sul mio corpo per fare le nomine, non abbiamo più bisogno di commissari. Se arriva Strada – aggiunge – ne prendiamo atto, dopo il tris facciamo poker. La Calabria – ha poi detto Spirlì – non è l’Afghanistan, è una regione dell’Italia e come tutte le altre regioni ha il diritto di governarsi come si governano tutte le altre. Non abbiamo bisogno di missionari di nessun tipo”. Quando alla scelta di Gaudio ha concluso, “problemi suoi, Catanzaro è una città bella, ci vivono persone eleganti, civili, e oneste”.

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