Spirlì: “Vaccineremo tutto il personale scolastico”, ma vaccino non è obbligatorio. Torna lo spettro della Dad

Carlomagno Jeep Compass Febbraio 2021

Dalla settimana prossima in Calabria inizierà la vaccinazione del personale della scuola. Ad annunciarlo, con un video su Facebook, è stato il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì.

“Abbiano iniziato – ha detto – una proficua interlocuzione con i sindacati. Cominceremo a vaccinare da lunedì o mercoledì. La proposta che ad oggi sembra essere stata condivisa è che le scuole rimangano chiuse per la durata della vaccinazione. Per vaccinare 59 mila operatori serviranno 2-3 settimane con attivazione della Dad. Notizie sulla data di inizio saranno date per tempo”, ha detto Spirlì.

I sindacati della scuola, confederali ed autonomi, però, con una nota hanno fatto sapere che dopo l’incontro di ieri con l’incaricato della Regione per la gestione del Covid 19 Antonio Belcastro, è stata prospettato che “la sospensione delle attività didattiche in presenza non avvenga in maniera preventiva e generalizzata per un periodo pari a 15 giorni ma che sia mirata a periodi minimi, e comunque strettamente necessari”. Modalità, aggiungono, “oggetto di confronto e condivisione in un incontro, avvenuto in separata sede, fra le organizzazioni sindacali e il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Maria Rita Calvosa”.

Va sempre ricordato che la vaccinazione NON È OBBLIGATORIA e che proprio per questo il personale scolastico, come quello sanitario, dovrà sottoscrivere il modulo del consenso informato sui rischi di eventuali reazioni avverse, assumendosi tutte le responsabilità le quali non ricadono sui produttori.

Va anche detto che chi rifiuta di fare il vaccino non può essere costretto né ‘ricattato’ nelle forme in cui se dovesse liberamente scegliere di non sottoporsi al vaccino potrebbe incorrere in sanzioni disciplinari, demansionato o addirittura licenziato, come spesso qualcuno tenta arbitrariamente di insinuare. Né tanto meno può essere discriminato (Consiglio d’Europa dixit). In questi casi è un reato perseguibile penalmente.

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