Appalti in favore di amici, arrestato il sindaco di Praia a Mare

Domiciliari per Antonio Praticò insieme a un funzionario dello stesso comune. Interdetto un altro ex primo cittadino e altre persone tra imprenditori e professionisti. Turbative d'asta anche su gare per l'adeguamento sismico di scuole

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Il sindaco di Praia a Mare (Cosenza) Antonio Praticò e un funzionario dello stesso comune sono stati arrestati e posti ai domiciliari nel corso dell’operazione “Amici in Comune” condotta dai finanzieri della Tenenza di Scalea che hanno anche eseguito 9 misure interdittive nei confronti dell’ex sindaco di un altro comune, imprenditori e funzionari.

Il provvedimento è stato emesso dal gip su richiesta del procuratore di Paola Pierpaolo Bruni. Dalle indagini sarebbero emerse condotte poste in essere da pubblici ufficiali in concorso con imprenditori e professionisti che avrebbero determinato collusioni e turbative d’asta anche su gare per l’adeguamento sismico di scuole.

Sono state eseguite perquisizioni sia in varie zone della Calabria sia in Campania.

L’inchiesta
Secondo gli inquirenti, le indagini hanno permesso di accertare, attraverso attività di captazione telefonica ed ambientale e l’analisi della documentazione acquisita, plurime condotte collusive – poste in essere dai pubblici funzionari indagati, di volta in volta in concorso con diversi imprenditori e professionisti economici interessati ad ottenere la aggiudicazione di contratti di appalto – così determinando il turbamento di numerose gare ad evidenza pubblica, ovvero il turbamento del procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente e condizionando le modalità di scelta del contraente.

Più segnatamente, le condotte turbative hanno riguardato, a vario titolo, 9 procedure di gara, relative al periodo 2019/2021, e sono consistite in collusioni, con la reiterazione di similare modus operandi, finalizzate a determinare il contenuto del bando di gara, prima ancora della sua pubblicazione, con il futuro aggiudicatario compiacente, oppure, nell’ambito di procedure di gara negoziate, attraverso condotte manipolatorie, chiedendo al futuro aggiudicatario i nominativi di altri professionisti compiacenti da invitare alla gara.

In particolare:

– nella gara relativa all’affidamento del servizio di trasporto scolastico per gli alunni di scuole primarie e secondarie, i pubblici funzionari indagati concordavano con l’imprenditore futuro aggiudicatario il contenuto del bando, eliminando dal percorso del bus una località del Comune ove ha sede una scuola elementare, inizialmente prevista dal capitolato, in quanto zona extra-urbana e quindi maggiormente dispendiosa per la ditta risultata aggiudicataria;

– nella la gara relativa alla concessione in uso dell’impianto sportivo, il Dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune si accordava e rassicurava il titolare di fatto della ditta risultata aggiudicataria in merito al buon esito della procedura di gara, omettendo, tra l’altro, di escludere la stessa impresa, pur essendo consapevole che la stessa era stata fittiziamente intestata ad un parente dell’effettivo titolare, il quale aveva ingenti pendenze debitorie con il Comune stesso;

– nella   gara   relativa   alla   progettazione   esecutiva   e   direzione   lavori   per l’adeguamento sismico di un edificio scolastico, i pubblici funzionari indagati, al fine di manipolare l’esito dell’aggiudicazione, richiedevano ad un professionista, poi risultato aggiudicatario, di fornirgli cinque nominativi di professionisti compiacenti da invitare alla procedura negoziata, i quali poi non avrebbero partecipato, come effettivamente avvenuto;

– nella procedura negoziata per la progettazione esecutiva e direzione lavori per l’adeguamento sismico di altro complesso scolastico, gli indagati, al fine di manipolare l’esito dell’aggiudicazione, dopo aver invitato professionisti compiacenti che non avrebbero risposto agli inviti, nel procedere all’apertura delle buste relative all’offerta economica tra i partecipanti alla gara, si accorgevano che, per errore, un partecipante compiacente aveva presentato il medesimo ribasso del futuro aggiudicatario. La commissione di gara procedeva quindi al sorteggio, a seguito del quale non veniva estratto il professionista che si intendeva favorire. Pertanto, gli indagati stracciavano i bigliettini relativi al sorteggio e decidevano di procedere all’esperimento del tentativo di miglioria dell’offerta previsto dalla prefata normativa, omettendo di richiamare l’altro partecipante e facendo così ottenere l’affidamento al professionista prescelto;

– nell’ambito del concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di un operaio specializzato, al fine di favorire uno specifico candidato, i pubblici funzionati indagati facevano pervenire allo stesso le domande “da imparare a memoria” per sostenere la prova d’esame, successivamente conclusasi con esito favorevole al prescelto.

I particolari dell’indagine sono stati illustrati in mattinata durante una conferenza stampa dal procuratore di Paola, Pierpaolo Bruni e dal comandante regionale Calabria Guardia di Finanza, generale B. Guido Mario Geremia, nonché dal comandante provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, colonnello Danilo Nastasi.

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