Traffico di rifiuti, blitz della Dda nel Salento. 13 misure, c’è un ingegnere di Cosenza

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone, ritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti su tutto il territorio nazionale e riciclaggio, è in corso di esecuzione in Puglia, Sicilia, Calabria e Campania.

L’operazione “All black” dei carabinieri del Noe con i finanzieri del comando provinciale di Taranto, è coordinata dalla Dda di Lecce. Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Lecce, Taranto, Brindisi, Palermo, Cosenza, Reggio Calabria, Salerno, Napoli e Caserta. Sono in corso anche sequestri per diverse centinaia di migliaia di euro.

Tra gli arrestati figura anche un ingegnere di Cosenza, Salvatore Coscarella, di 76 anni. L’organizzazione secondo gli inquirenti sarebbe responsabile di aver smaltito illecitamente rifiuti pericolosi da Nord a Sud, interrandoli in terreni, capannoni e cave in disuso nel Salento e poi dati alle fiamme.

Il nome del professionista cosentino non è nuovo agli inquirenti. Stando a quanto scrive Gazzetta del Sud, l’ingegnere è finito anche nei verbali di alcuni pentiti che parlano di presunti rapporti tra Coscarella e le logge massoniche deviate.

L’inchiesta è partita da un controllo dei carabinieri di Leini, in provincia di Torino, ed ha avuto inizio nel maggio 2018 dopo il sequestro di un autotreno che aveva fatto uno scarico illecito di rifiuti nella campagna di Lombardore. Grazie al sequestro è stato individuato un gruppo di faccendieri di Taranto e Lecce che avevano creato società fittizie e che con false autorizzazioni offrivano siti inesistenti per lo smaltimento di rifiuti per il tramite di una società di intermediazione piemontese, sempre del settore, che non era però iscritta all’Albo dei gestori di rifiuti.

I militari dell’arma hanno ricostruito i contatti che questi intermediari intrattenevano con alcune aziende del trattamento rifiuti, operanti a Torino e nel bresciano, allo scopo di far confluire ingenti quantità di rifiuto in località della Puglia. Operazione non riuscita in seguito alla scissione tra il gruppo pugliese e i broker piemontesi che ha spinto i primi a orientarsi su altre direttrici per il loro traffico.

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