Si è pentito Nicola Acri, alias “occhi di ghiaccio”, a capo delle ‘ndrine della Sibaritide

Ergastolano, è considerato tra i più sanguinari killer calabresi e già schedato come uno dei 100 latitanti più pericolosi. Di Rossano, ha sulle spalle diversi omicidi

Carlomagno Lancia Ypsilon ibrida Giugno 2021
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Nicola Acri prima e dopo

Si è pentito Nicola Acri, 42 anni, detto “Occhi di ghiaccio”, capo della ‘ndrangheta rossanese, considerato tra i più sanguinari killer calabresi e già schedato come uno dei 100 latitanti più pericolosi.

Una carriera criminale iniziata quando aveva appena 21 anni ed era considerato a capo della cosca di Rossano. Per tre anni, prima di essere catturato nel 2010 a Bologna, è stato latitante. Dopo dieci anni di carcere duro ha deciso di collaborare e di parlare con la Dda di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri.

Una collaborazione recentissima nel corso della quale Acri ha reso dichiarazioni su gravi fatti di sangue che lo hanno visto protagonista. “Occhi di ghiaccio” è stato condannato per diversi reati, dall’associazione mafiosa all’omicidio. Il suo ruolo di ‘padrino’ di Rossano gli venne conferito dal capo della criminalità nomade di Cassano, Franco Abbruzzese, detto “Dentuzzo”, pure lui ergastolano.

Oggi si è svolta in corte d’Assise d’Appello l’udienza del processo sul duplice omicidio di Giuseppe Cristaldi e Biagio Nucerito, assassinati il giorno dell’Epifania del 1999. Il sostituto procuratore generale Luigi Maffia ha chiesto di mettere agli atti i verbali del collaboratore e di sentire lo stesso nel corso del processo.

Si è opposta la difesa che ha chiesto la ricusazione del collegio il quale a sua volta si è riservato di decidere rinviando l’udienza a settembre.

La cattura a Bologna nel novembre 2010. I Carabinieri per bloccarlo spararono alle gomme dell’auto. La cronaca di allora.

E’ stato arrestato a Borgo Panigale (Bologna), ad opera dei Carabinieri del Ros, Nicola Acri, (allora) 31 anni, latitante da tre e meglio conosciuto come “occhi di ghiaccio”. Acri che è ritenuto il capo delle cosche della Sibaritide è stato catturato mentre cercava di fuggire con l’auto.

Pericolosissimo killer, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Luciano Converso, imprenditore ucciso il 12 gennaio 2007 a Rossano, e ritenuto responsabile di diversi omicidi tra cui quello di Giovambattista Atene, Antonio Forastefano, Giuseppe Cristaldi, Biagio Nucerito e Primiano Chiarello ucciso a colpi di mitraglietta, fatto a pezzi e poi sciolto nell’acido.

Acri è ritenuto responsabile anche dei delitti dei boss della ‘ndrangheta cosentina Antonio Sena e Francesco Bruni, detto ‘Bella Bella”, uccisi, rispettivamente, il 12 maggio del 2000 ed il 29 luglio del 1999.

Acri era sfuggito all’arresto anche nel maggio scorso (2009) quando fu emessa un’ordinanza nei confronti suoi e di altre sette persone per tre omicidi commessi nel corso della guerra di mafia a Cosenza.

L’operazione coordinata dalla DDA di Catanzaro è stata condotta dagli uomini del Ros di Bologna assieme ai colleghi del Comando provinciale di Cosenza ed agli uomini della Compagnia Carabinieri di Rossano.

Acri era già stato attenzionato da giorni ed i militari lo hanno seguito attraverso appostamenti ed intercettazioni per giorni. Poi il blitz è avvenuto nella cittadina bolognese dopo che Acri, che era in compagnia di altri due noti pregiudicati, Antonio Carbone, 29 anni di Locri, e Franco Tedesco, 46 anni di Catanzaro, si è allontanato in un luogo frequentato da bambini per salire nell’auto, una Ford Focus.

Circondato dai militari l’auto ha tentato la fuga ed è stato necessario, per l’incolumità dei militari, sparare ad una gomma anteriore per bloccare la sua fuga. I particolari sono stati divulgati durante la conferenza stampa che il Procuratore Capo della Dda di Catanzaro, ha tenuto assieme al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cosenza ha tenuto nella caserma Paolo Grippo nel centro cittadino.

Nicola Acri, da un paio di mesi si era trasferito nella zona di Comacchio, in provincia di Ferrara. I carabinieri del Ros di Bologna lo avevano individuato grazie ad attività tecniche e lo avevano agganciato all’inizio di questa settimana intercettando un’altra utenza.

Questi giorni li aveva trascorsi insieme alla moglie e al figlio con i quali era stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza di un centro commerciale della provincia di Ravenna. In queste ore i carabinieri stanno perquisendo il suo covo ferrarese. Quando oggi pomeriggio ha capito che il cerchio si stava stringendo intorno a lui, Acri ha cercato di scappare ma è stato inutile.

La Ford Focus su cui viaggiava, intestata a un uomo residente a Rossano Calabro, è stata bloccata e per lui sono scattate le manette. Erano da poco trascorse le 16 quando il boss, tra i cento ricercati più pericolosi, è stato arrestato in piazza Pasteur, a Borgo Panigale, alla periferia di Bologna. Assieme a lui Carbone e Tedesco, entrambi arrestati per favoreggiamento personale.

I due erano appena scesi dalla vettura e si stavano allontanando a piedi quando i circa 15 militari del Ros di Bologna e Cosenza hanno fatto scattare il blitz. Per bloccare la Focus, un ufficiale ha dovuto esplodere un colpo di pistola a uno pneumatico. Nessuno dei tre era armato e Acri è stato trovato in possesso di documenti falsi.

A carico di Acri ci sono tre ergastoli. E’ accusato di aver commesso quattro omicidi e un tentato omicidio dal 2000 al 2001. Molti dei delitti che gli vengono contestati, secondo gli inquirenti, sarebbero stati commessi anche in nome delle alleanze che aveva stretto con altre ‘ndrine. Addosso Acri aveva anche due telefoni cellulari su cui sono in corso accertamenti.

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