Liquami e inerti in mare, sequestrato cantiere nel Cosentino

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM

Agenti della Squadra Volante del Commissariato di Paola, nei giorni scorsi, durante il servizio di pattugliamento hanno sequestrato un cantiere di lavorazione degli inerti che scaricava in mare i liquami reflui che inquinavano le acque marine. Gli agenti hanno notato che l’acqua alla foce di un fiume, ricadente nelle campagne di San Lucido, era di colore marrone e che la stessa, riversandosi in mare, con l’aiuto delle correnti, creava una vasta chiazza scura.

Attivati i controlli della Guardia Costiera – Ufficio Circondariale Marittimo di Cetraro e del personale della Polizia di Stato, sono scattate verifiche che hanno permesso di individuare un grosso scarico abusivo: gli scarti della lavorazione di inerti, infatti, dai macchinari di un impianto privato giungevano fino ad un torrente ricadente nel Comune di San Lucido, per poi sfociare in mare.

La prima fase investigativa si è protratta per alcuni giorni allo scopo di accertare e individuare il percorso dei reflui degli scarti di lavorazione della struttura.

Dopo un’attenta fase di coordinamento ed il riscontro in mare di un notevole intorbidimento delle acque marine nei pressi della citata foce, scattava l’intervento sul posto.

Sono stati pertanto effettuati gli accertamenti per verificare le modalità di esecuzione di tutte le fasi di lavorazione degli inerti che permettevano di individuare uno scarico di notevole portata.

Nei pressi dei macchinari è stata individuata altresì un’inusuale fuoriuscita di acque che defluivano nel sottosuolo. Il controllo è stato quindi esteso nelle aree limitrofe e si individuava un artifizio – occultato tra la vegetazione – che risultava collegato all’impianto di lavorazione tramite un collettamento sotterraneo.

Dagli accertamenti è emerso che la ditta in argomento era priva di qualsivoglia autorizzazione allo scarico in mare di acque reflue.

L’attività si completava con il prelevamento di taluni campioni delle acque – inviati poi ai laboratori dell’Arpacal – in molteplici punti non solo dell’impianto ma anche del torrente allo scopo di verificare l’eventuale sussistenza di inquinamento delle non lontane acque marine.

La struttura è stata quindi sottoposta a sequestro per mancata autorizzazione allo scarico in mare ed il titolare veniva denunciato alla locale Procura della Repubblica.

La collaborazione tra il personale della Polizia di Stato e la Guardia Costiera, ormai pratica consolidata, negli scorsi anni ha contribuito ad ottenere svariati risultati, soprattutto nella stagione estiva quando i reati ambientali hanno una maggiore incidenza.

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM