Almaviva, a rischio posti di lavoro di call center di Rende: Proteste

Sono sessantasei i lavoratori del call center Almaviva di Rende (Cosenza) che rischiano di restare senza occupazione dopo che il gruppo ha perso la commessa Ita, che subentra ad Alitalia, perché non è stata inserita la clausola di salvaguardia

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Sono sessantasei i lavoratori del call center Almaviva di Rende (Cosenza) che rischiano di restare senza occupazione dopo che il gruppo ha perso la commessa Ita, che subentra ad Alitalia, perché non è stata inserita la clausola di salvaguardia. Per protestare contro eventualità un gruppo di lavoratori ha dato vita ad un sit in davanti la Prefettura di Cosenza.

“È assurdo – ha detto Francesco Canino, segretario Fistel Cisl Calabria – che lo Stato italiano non rispetti le leggi emanate dallo Stato stesso. Questo contratto scade a metà ottobre e dovrebbe esserci il passaggio da Alitalia ad Ita e in questo frangente bisognerà trovare una soluzione altrimenti siamo certo che Almaviva essendo senza commesse avvierà le procedure di licenziamento”.

In tutto i lavoratori tra Palermo e Rende a rischio sono seicento e la proposta di Covisian, la nuova società che dovrà gestire il servizio clienti, di assumere i lavoratori non è vista di buon grado dai sindacati. “Questi lavoratori – ha spiegato Alberto Ligato Lslc Cgil – perderebbero le precedenti condizioni contrattuali e verrebbero assunti con contratti di nuova stipula. Si tratta di un paradosso, perché a ciò si è arrivati solo perché la legge 11/2016 non è stata rispettata da una società a gestione partecipata”. I sindacati hanno annunciato altre manifestazioni di piazza.

L’Assessore regionale Gallo: «Il Governo intervenga per garantire il rispetto della legge»

«Sindacati e maestranze lamentano la violazione di precise norme di legge, e ritengo sia doveroso che il Governo intervenga per porre rimedio a quanto denunciato e salvaguardare centinaia di posti di lavoro». Lo dice l’Assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, commentando le vicende riguardanti la società Almaviva e i dipendenti delle sedi di Rende e Palermo, in totale oltre 600, che potrebbero cadere sotto la mannaia del licenziamento dal momento che Ita (la società nata dalle ceneri di Alitalia) non ha ritenuto di applicare la clausola sociale nel procedere all’affidamento del proprio servizio di assistenza clienti.

«Una storia – sottolinea Gallo – dai contorni grotteschi, che penalizza oltremodo i lavoratori, le loro famiglie ed anche il tessuto sociale di importanti realtà urbane di un Meridione spesso sacrificato sull’altare di scelte discutibili, in questo caso incomprensibili ed ingiustificate».

Da qui la richiesta di Gallo all’Esecutivo Draghi di «intervenire, attraverso i ministeri e gli uffici competenti, per le dovute verifiche e l’adozione degli opportuni provvedimenti, affinchè non vengano consumati, peraltro con la spesa di risorse pubbliche, delitti occupazionali che aprirebbero serie ferite in una terra già sanguinante per la ripresa dell’emigrazione e l’elevato tasso di disoccupazione, specie giovanile. Interesseremo anche i nostri rappresentanti, in Parlamento come nel Governo, perché impediscano il verificarsi di un pasticciaccio brutto».

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