Droga: smantellate piazze di spaccio a Corigliano-Rossano, 10 arresti

Blitz all'alba della Polizia di Stato. L'organizzazione criminale si serviva anche di minorenni e usava messaggi in codice per smerciare la "roba". Lo spaccio avveniva anche all'interno dell'ospedale civile. In tutto sono 14 le misure cautelari


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blitz polizia di stato

E’ di 10 arresti, sei in carcere e quattro ai domiciliari, oltre quattro obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, il bilancio di un’operazione antidroga a Corigliano Rossano eseguita dalla Polizia nell’ambito di una inchiesta coordinata dalla Procura di Castrovillari e denominata in codice “Portofino”. Gli indagati sono accusati a vario titolo di reati in materia di stupefacenti.

Con l’operazione sono state di fatto smantellate le tre principali piazze dello spaccio (Piazza Portofino- Piazza Salotto- Piazza Bernardino Le Fosse) di Corigliano Rossano frequentate da giovanissimi anche minori e teatri della Movida cittadina.

L’inchiesta
Il provvedimento cautelare compendia le risultanze di una complessa attività di indagine, iniziata nel giugno 2019, su un vasto traffico di droga che si svolgeva prevalentemente nell’area urbana di Corigliano del Comune di Corigliano-Rossano, ma con direttrici di approvvigionamento non solo in altre aree della Provincia di Cosenza e delle Province di Vibo Valentia e Reggio Calabria, ma anche nella vicina Puglia e, talvolta, fino all’hinterland di Napoli.

Il materiale probatorio raccolto – secondo una nota della Polizia -, costituito da conversazioni telefoniche, ambientali e telematiche, unito ai riscontri fatti “sul campo”, ha permesso di disvelare un articolato sistema di spaccio di sostanze stupefacenti, prevalentemente di marijuana e hashish, ed in maniera minore di cocaina, che aveva come basi Corigliano Centro dove avveniva lo smistamento dei grossi quantitativi o quantomeno dove venivano prese le decisioni inerenti l’attività dello spaccio al dettaglio, e si dipanava poi verso la frazione di Schiavonea e verso l’area urbana di Rossano.

Il provvedimento, emesso dal gip sulla base delle risultanze raccolte dagli investigatori della Polizia di Stato, accoglie le ipotesi accusatorie formulate dal sostituto procuratore della Procura di Castrovillari, Flavio Serracchiani, per i reati di spaccio di droga, aggravati, taluni episodi, dal fatto che le cessioni venivano effettuate in prossimità e all’interno dell’Ospedale Civile e talvolta, con la partecipazione di minori.

Nel corso dell’indagine sono stati effettuati svariati arresti in flagranza collegati e a riscontro delle attività in corso, numerosi riscontri sugli acquirenti di hashish e marijuana; sono stati sequestrati complessivamente circa 4 kg di stupefacenti tra hashish e marijuana.

L’attualità del traffico di stupefacenti e delle condotte contestate è ulteriormente avvalorata dagli arresti in flagranza di reato effettuati negli ultimi mesi dalla Polizia di Stato.

Le indagini hanno permesso di decriptare il vasto frasario usato dagli indagati per mascherare le trattative per l’acquisto e la cessione dello stupefacente, caratterizzato da espressioni allusive quali “moto”, “bella pallina”“pallone buono”,  “imbasciata di lavoro”, “documenti”, “l’operaio… lo stesso che abbiamo fatto lavorare l’altra volta”, “due casse”, “materiale buono”, vino”, “macchina e quattro ruote ”, “la legna”.. pastiglia”, “aperitivo”, “due collari”, “biglietti della giostra”, “olio”, “le pizze come l’altra volta”, “caramelle piccole”, “caramelle quelle a sbriciole ”, birra di prima”, “giostra”, “mezza birra”, “due birre”, “5 giga”, “la stecchetta”, “anche quello nero”, “dieci giga”, “tre storie”…

Nel corso delle perquisizioni effettuate contestualmente all’esecuzione delle misure sono stati rinvenuti in casa di un uomo, con rapporti di parentela con un indagato, 112 grammi di marijuana suddivisa in dosi  motivo per il quale è stato anch’egli arrestato in flagranza e posto ai domiciliari.


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