Consorzio di bonifica dello Ionio cosentino, si dimettono 9 componenti

Carlomagno

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Si sono dimessi nove dei 16 componenti del Consiglio dei delegati del Consorzio di bonifica integrale dei bacini dello Ionio cosentino, con sede a Trebisacce.

I consiglieri dimissionari sono Salvatore Acri, Angelo Pasquale Caravetta, Alessandro Piluso, Salvatore Antonio Oliva, Stefano Pirillo, Francesco Morrone, Gino Vulcano, Carlo Alberto Falco ed Angelo Tocci.

La decisione, che porterà alla nomina di un Commissario per la gestione dell’ente considerato che i dimissionari rappresentano la maggioranza dei componenti del Consiglio dei delegati, è stata comunicata al presidente del Consorzio, Marsio Blaiotta, con una lettera inviata, per conoscenza, anche al Dipartimento Agricoltura della Regione.

I 150 dipendenti del Consorzio sono da tempo in sciopero e presidiano la sede dell’ente perché da sette mesi non ricevono gli stipendi.

Nella missiva a Blaiotta, i nove consiglieri dimissionari sottolineano che “nonostante l’impegno del presidente e della deputazione, ai quali va il nostro ringraziamento, permangono più mensilità non corrisposte ai dipendenti del Consorzio, analogamente ad altre partite debitorie rimaste aperte. Dalla Regione non giungono notizie in merito alla definizione delle presunte partite debitorie/creditorie. Il Dipartimento Agricoltura della Regione, a seguito di segnalazioni di presunte irregolarità verificatesi nella gestione del Consorzio, ha nominato una Commissione d’accesso incaricata di verificare la legittimità degli atti. Da più parti perviene la richiesta di dimissioni del Consiglio dei delegati per consentire all’ente di proseguire nell’attività ordinaria e straordinaria non appena s’insedi un Commissario nominato dal Presidente della Giunta regionale”.

“Alla luce degli ultimi accadimenti, compresa la manifestazione di protesta del 14 novembre scorso, oltre all’esposto presentato dai sindacati alla Procura della Repubblica di Castrovillari – conclude la lettera – riteniamo che non ci siano più le condizioni per una gestione ordinaria e serena dell’ente consortile”. Da qui la decisione dei nove componenti del Consiglio dei delegati di presentare le loro “dimissioni irrevocabili”.