E’ cosentino Paolo Guido, il pm che ha coordinato la cattura di Messina Denaro

Nato ad Acri 55 anni fa, Paolo Guido è cresciuto a Cosenza. E' procuratore aggiunto dal 2017 con delega su tutte le indagini di mafia del distretto palermitano. Sue le indagini negli ultimi sei anni che hanno portato all'arresto del boss

Carlomagno

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Da sinistra il procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido e il procuratore capo Maurizio De Lucia. A destra il comandante del Ros, generale Angelosanto (foto ansa)

E’ cosentino il procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido, il magistrato che ha coordinato insieme al procuratore De Lucia, le indagini per la cattura del boss latitante Matteo Messina Denaro.

Nato ad Acri 55 anni fa, Paolo Guido è cresciuto a Cosenza. Procuratore aggiunto dal 2017 con delega su tutte le indagini di mafia del distretto, Paolo Guido ha coordinato le ricerche del capomafia negli ultimi 6 anni.

La sua politica è stata far terra bruciata attorno all’ultima Primula Rossa di Cosa nostra, la stessa tattica usata per la cattura del corleonese Bernardo Provenzano e che si basa sulla considerazione che una latitanza tanto lunga si regge solo grazie alla rete dei favoreggiatori.

Laurea a Roma, entra in magistratura nel 1995. Paolo Guido viene assegnato alla Procura di Palermo e dai reati contro la pubblica amministrazione passa alle grandi indagini di mafia. Suoi i fascicoli d’inchiesta più scottanti degli ultimi anni: quello dell’omicidio del bandito Giuliano, l’indagine per concorso esterno, poi archiviata, sull’ex presidente del Senato Renato Schifani, fino alla cosiddetta trattativa Stato-mafia.

Una inchiesta complessa conclusa con la decisione di Paolo Guido di non firmare la richiesta di conclusione dell’indagine perché in disaccordo su punti essenziali dell’impianto accusatorio messo su dai colleghi. Dubbi quelli di Guido che coincideranno poi con le motivazioni con cui la corte d’assise d’appello scardinò la ricostruzione della Procura.

Guido si è occupato in particolare dei territori di Agrigento e Trapani vicini geograficamente e storicamente legati per alleanze mafiose. Centinaia gli arresti, decine i sequestri e le confische disposti a carico dei prestanomi del boss di Castelvetrano.

Discreto e sconosciuto ai più, ieri Paolo Guido è balzato agli onori della cronaca italiana e internazionale per la cattura di Messina Denaro. Proprio tra la notte scorsa e stamane ha personalmente effettuato, insieme ai militari del Ros, la perquisizione nel covo del capomafia individuato a Campobello di Mazara. Rifugio che da quanto emerge, sarebbe intestato ad Andrea Bonafede, il nome utilizzato da Messina Denaro per rimanere in latitanza per trent’anni, o per parte di essa.

Bonafede è una persona reale ed è stato interrogato dagli inquirenti. I suoi documenti, carta di identità (con la sola foto taroccata) e la tessera sanitaria sono stati trovati addosso a Matteo Messina Denaro.