Antenne 5G a Sibari, dal Consiglio comunale di Cassano “no” alla realizzazione

C'è un vuoto normativo regionale di cui il sindaco il Papasso e i consiglieri hanno parlato nel corso di una riunione. L'assemblea all’unanimità, ha approvato un ordine del giorno dove "richiede all’ufficio di competenza di rivedere le proprie determinazioni, valutando l’adozione di eventuali provvedimenti di autotutela, revoca e sospensione dell’autorizzazione alla costruzione dell’antenna"

Carlomagno

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Si è tenuto ieri a Sibari il consiglio comunale di Cassano all’Ionio convocato in modalità “urgente” dal Presidente Lino Notaristefano per discutere della questione della costruzione di una serie di antenne (5G) di radiotelefonia, su cui la popolazione locale aveva espresso “allarme sociale”, mentre il sindaco di Cassano Gianni Papasso, nei giorni scorsi, aveva manifestato perplessità e preoccupazioni. Papasso aveva firmato una ordinanza con cui erano stati sospesi i lavori di realizzazione delle antenne 5G a ridosso di scuole e centri abitati.

Ad aprire i lavori è stato l’assessore all’ambiente e ai lavori pubblici Leonardo Sposato. Nel corso del suo intervento Sposato ha relazionato ripercorrendo alcune tappe della vicenda antenne specificando come l’Amministrazione Comunale non sia stata mai ferma sulla questione ma, anzi, è stata contraria sin dall’inizio assumendo atti di notevole responsabilità.

“Voglio anche sottolineare – ha ribadito – che sulle antenne, l’organo del Consiglio Comunale si è riunito ben due volte sul tema portando l’argomento all’attenzione dei cittadini con le tv e i media locali ed i social tra cui le pagine ufficiali del Comune. Il resto è storia nota col sindaco Gianni Papasso che è arrivato persino a firmare un’ordinanza di sospensione dei lavori per questioni di salute e, soprattutto, di ordine pubblico. Un atto forte che non credo tutti avrebbero fatto”. In apertura s’era detto felice del fatto che il consiglio comunale di ieri sera si fosse svolto a Sibari nella sala convegni segno dell’attenzione dell’amministrazione per l’intero territorio comunale e nel caso specifico di Sibari.

La relazione dove è stato ricostruito tutto il percorso e la questione delle antenne (5G) è stata quella del sindaco Gianni Papasso. Il primo cittadino ha ricordato che la vicenda è iniziata nel settembre del 2021 quando arrivò, per il tramite del portale Calabria Suap, richiesta di conferenza dei servizi asincrona, per l’autorizzazione alla realizzazione di un’infrastruttura a servizio delle reti di comunicazioni elettroniche di proprietà Cellnex in via Plinio della frazione di Sibari.

“Da subito – ha detto con fermezza Papasso – il Comune ha notificato alla Cellnex il preavviso di rigetto trasformatosi poi all’inizio del 2022 in un provvedimento conclusivo di diniego della realizzazione di una infrastruttura a servizio delle reti di comunicazioni elettroniche di proprietà Cellnex”.

Ad aprile, poi, i Committenti hanno chiesto l’annullamento del provvedimento di diniego per poi, il mese successivo, Cellnex-Linkem- Fastweb, proporre ricorso al Tar della Calabria. “Un provvedimento di diniego – ha insistito il sindaco Papasso – a cui la mia amministrazione e la maggioranza che la compone diede forza nella seduta di Consiglio Comunale del 17/02/2022, con la quale “si disponeva che l’Ufficio Tecnico si attenga alle indicazioni di cui al Regolamento del Piano Comunale delle Antenne (PCA), approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 22 del 30/04/2015” (Piano antenne voluto sempre dalla mia amministrazione che all’art. 10 vieta l’installazione di antenne nel centro abitato e individua i siti sensibili, come scuole, chiese e oratori e altri centri altamente urbanizzati e specifico che Cassano è forse l’unico comune calabrese ad esserne dotato)”.

Un atto, però, che non è bastato per convincere i giudici del Tar che a maggio 2022 ha decretato la sconfitta del comune di Cassano annullando il provvedimento di diniego e autorizzando l’impresa e le ditte a costruire l’antenna.

“A quel punto, però – ha spiegato ancora il sindaco – a seguito di un’assemblea pubblica tenuta nella giornata del 12 gennaio 2023, è emersa una situazione di forte contestazione e di allarme sociale tale da far temere che possano generarsi problematiche di ordine pubblico e ho deciso di emanare una ordinanza di sospensione di qualsiasi operazione svolta nel cantiere, con effetto immediato, comprese tutte le attività necessarie per l’installazione delle antenne facendo tutto quanto in mio possesso. Al tempo stesso, gli uffici comunali e il sindaco, rendendosi conto che, seppur avendo emanato un atto così forte, questo potrebbe non bastare perché sull’installazione di antenne hanno potere decisionale le istituzioni nazionali e quelle regionali e, mancando una legge regionale in tal senso che dia forza alle stesse e ai Comuni, hanno in primis inviato una comunicazione al Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, on. le Filippo Mancuso, e per conoscenza al Presidente della Giunta Regionale, on.le Roberto Occhiuto, chiedendo un intervento legislativo in tal senso”.

“Per dare più forza a queste premesse e, visto che il perdurare di tale vuoto normativo sottende ad un quadro di tensione socio-economica, poiché all’infrastrutturazione conseguente al bisogno sociale di rete e connettività, fa da contraltare la resistenza e la preoccupazione delle comunità locali, la quale sovente sfocia in problematiche legate alla tenuta dell’ordine pubblico, il consiglio comunale all’unanimità, ha approvato un ordine del giorno dove richiede all’ufficio di competenza di rivedere le proprie determinazioni, valutando l’adozione di eventuali provvedimenti di autotutela, revoca e sospensione dell’autorizzazione alla costruzione dell’antenna e di invitare il Consiglio Regionale ad esercitare la propria potestà legislativa in materia, dettando criteri di localizzazione che minimizzino i rischi per la salute e l’ambiente derivanti dall’esposizione. Al fine di offrire ai Comuni maggiori strumenti per l’emanazione di provvedimenti e/o determinazioni forti, vocati alla tutela dei centri abitati e dei punti sensibili, in riferimento al governo del territorio così come sancito dalla Costituzione. Atteso, soprattutto, che il perdurare di tale vuoto normativo sottende ad un quadro di tensione socio-economica, poiché all’infrastrutturazione conseguente al bisogno sociale di rete e connettività, fa da contraltare la resistenza e la preoccupazione delle comunità locali, la quale sovente sfocia in problematiche legate alla tenuta dell’ordine pubblico. Le stesse motivazioni che hanno portato il sindaco ad emanare l’ordinanza di sospensione dei lavori.