Omicidio Lettieri, il Riesame non scarcera Salvatore Fuscaldo. Lui: “Non c’entro”

Salvatore Fuscaldo
Salvatore Fuscaldo

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha rigettato l’istanza di scarcerazione per Salvatore Fuscaldo, il 50enne arrestato per l’omicidio di Antonella Lettieri avvenuto a Cirò Marina lo scorso 8 marzo.

Il cacciatore, principale indagato per il delitto resta dunque in carcere. L’istanza era stata presentata dalla difesa dell’uomo, l’avvocato Francesco Amodeo, e discussa nell’udienza del 4 aprile scorso. Le motivazioni saranno depositate successivamente. E’ il secondo colpo che accusa il bracciante agricolo dopo la convalida del fermo.

Si è dunque aggiunto un nuovo tassello a una vicenda investigativa e giudiziaria particolarmente articolata, complessa e finora ricca di colpi di scena, che aveva preso avvio la mattina del 9 marzo con la scoperta del cadavere di Antonella Lettieri, brutalmente assassinata nella serata precedente.

Fuscaldo era finito nel mirino dei Carabinieri quasi subito, già nel secondo giorno delle indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Crotone.

Le risultanze di indagine acquisite dai Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina e del Nucleo Investigativo di Crotone, attraverso l’immediata ricognizione investigativa delle persone più vicine alla vittima, avvalendosi della presenza dei militari del Ris di Messina, avevano consentito di battere sul tempo il presunto autore e suoi eventuali complici, evitando il pericolo della cancellazione delle prove.

La svolta decisiva è arrivata con l’esito dei primi accertamenti tecnici curati dai biologi del Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina: alcune tracce di sangue rinvenute sull’Alfa Romeo “156” di Fuscaldo erano riconducibili alla vittima: si tratta di minuscole tracce rinvenuti con il luminol sui sedili posteriori, sul freno a mano e sul cambio del veicolo. Oltre a questo, vi sono tracce miste del bracciante agricolo e della vittima.

La sera del 16 marzo Salvatore Fuscaldo venne sottoposto a provvedimento di fermo da parte dei Carabinieri. La traduzione dell’uomo nel carcere di Crotone rischiò, nell’’occasione, di trasformarsi in un linciaggio: il lunotto posteriore dell’autovettura dei Carabinieri che accompagna venne mandato in frantumi dalla folla inferocita.

Decisivi per lui gli esiti del RIS di Messina che ha dato un nome e cognome al DNA sugli stivaletti e sulla trapunta: appartengono a Salvatore Fuscaldo e ad Antonella Lettieri.

Il tribunale del Riesame si era riservato di decidere sulla scarcerazione o meno dell’uomo. Ma il quadro indiziario si è aggravato ulteriormente con questi due elementi. Il difensore Amodeo aveva presentato una istanza il cui elemento centrale era l’inquinamento delle prove sulla scena del crimine prima che arrivassero soccorsi e carabinieri a effettuare i rilievi.

Ma gli indizi più pesanti a carico di Salvatore Fuscaldo sono stati rinvenuti fuori da casa Lettieri: le tracce di sangue (anche miste) sulla sua auto sono della Lettieri, così come gli schizzi ematici sugli scarponcini da cacciatore e sulla trapunta (su cui non vi sarebbe DNA riconducibile a Fuscaldo), probabilmente utilizzati dall’assassino per sbarazzarsi dell’arma del delitto.

Intanto dal carcere di Crotone, il bracciante agricolo professa a oltranza la sua innocenza. “Non c’entro niente io con questa storia”. Ma se davvero non c’entra niente, c’è qualcuno che vuole incastrarlo? E chi? Domande da un miliardo di dollari.