Omicidio Tersigni, una vendetta dopo una vecchia lite in galera

Carlomagno Faro istituzionale
Da sinistra Paolo Cusato (già arrestato a settembre), Dimitar Dimitrov Todorov, Cosimo Berlingeri, Cosimo Passalacqua e Francesco Oliverio

Si è chiuso il cerchio nell’indagine relativa all’omicidio di Giovanni Tersigni, l’uomo che, nella prima serata del 7 settembre scorso, è stato assassinato in pieno centro a Crotone poco distante dalla sua abitazione.

Questa mattina la Polizia di Stato ha arrestato altre quattro persone ritenute responsabili del grave fatto di sangue. Lo scorso 10 settembre era stato arrestato uno dei presunti autori, Paolo Cusato.

In manette stamattina sono finiti Cosimo Berlingieri, di 28 anni, Cosimo Damiano Passalacqua, 23 anni, entrambi di Catanzaro; Francesco Oliverio, 29enne di Crotone, Dimitar Dimitrov Todorov, 22enne di nazionalità bulgara. Quest’ultimo già detenuto in quanto arrestato nelle ore successive all’omicidio di Tersigni poiché trovato in possesso, nel corso di una perquisizione, di un chilo di eroina.

I quattro – spiegano gli investigatori – sono stati individuati grazie all’incessante lavoro investigativo effettuato dalla Squadra Mobile di Crotone che ha consentito, anche tramite la visione di numerose telecamere sparse per la città, di individuare dapprima alcuni soggetti presumibilmente coinvolti nell’omicidio e, successivamente, di raccogliere numerosi elementi a carico degli stessi che ne hanno confermato le presunte responsabilità nonché appurare il coinvolgimento di altre persone.

Dalle indagini è emerso come il gruppo coinvolto fosse formato da due persone, Berlingeri e Passalacqua, giunti nella tarda mattinata a Crotone da Catanzaro a bordo di un’autovettura guidata da Todorov su cui si trovavano anche Cusato e Oliverio.

I cinque, poi, si sono recati, nel primo pomeriggio, presso l’abitazione di quest’ultimo da dove uscivano, pochi minuti prima dell’omicidio, Berlingeri e Passalacqua, parzialmente travisati nonché Cusato e Oliverio. Dopodiché i primi tre si dirigevano verso piazza Albani dove si trovava Tersigni mentre Oliverio, individuato come mandante, dapprima si allontanava per poi ricomparire nella medesima piazza al momento dell’agguato.

Le immagini catturate dalle telecamere hanno permesso di ricostruire la fuga del commando omicida che, dileguatosi per le vie cittadine, si sbarazzava dell’arma utilizzata per colpire a morte Tersigni. Infine, i due catanzaresi facevano rientro a Catanzaro accompagnati da Todorov.

Nelle successive ore veniva, poi, rintracciato dalla Polizia Cusato il quale, riconosciuto come colui che aveva cercato materialmente di sbarazzarsi della pistola, una calibro 7.65, utilizzata per commettere il delitto, veniva arrestato e tuttora si trova in carcere.

Il movente sarebbe riconducibile, non alla droga, come trapelato in un primo momento, ma a un litigio nel carcere di Cosenza avvenuto molti anni prima (2012) tra il presunto mandante Oliverio e la vittima. Oliverio era uscito di galera lo scorso luglio. Un vecchio screzio fatto pagare col la morte.