Elezioni comunali a Crotone: il Pd è spaccato, niente lista e simbolo

Non ce l'ha fatta il commissario Franco Iacucci a sanare le divisioni tra i dem pitagorici

Carlomagno Lancia Ypsilon Novembre 2020 PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI E RESTARE INFORMATO SULLE NOTIZIE BASTA LASCIARE UN LIKE SULLA NUOVA PAGINA FB

Il maggiore partito della sinistra, il Pd, non parteciperà con il proprio simbolo alle elezioni comunali a Crotone e negli altri quattro comuni della provincia che torneranno alle urne il 20 e 21 settembre settembre.

Il simbolo del Pd scompare dal panorama politico crotonese dove la sinistra di cui i dem sono eredi vanta un’antica tradizione e un elettorato vasto e consolidato, a causa di una serie di diatribe personali e divisioni interne che il commissario di federazione, Franco Iacucci non è riuscito a sanare dal dicembre scorso quando venne chiamato a dirimere i contrasti interni ai dem locali per le elezioni regionali.

Litigiosità che in vista delle elezioni comunali di Crotone si è materializzata in una divisione netta: una parte del Pd, quello legato alla segreteria cittadina, ha deciso di candidare a sindaco Danilo Arcuri, presidente dell’ordine degli architetti e componente dell’assemblea dem, contando sull’appoggio elettorale della coalizione che fa capo ai Demokratici di Enzo Sculco che ha fornito ben quattro liste alla causa.

Dalla parte opposta, invece, si sono ritrovati il commissario Iacucci e alcuni componenti dell’assemblea che chiedevano discontinuità rispetto all’alleanza con Sculco. Discontinuità che sembrava essere stata trovata con la candidatura di Gaetano Grillo alla quale però, la federazione provinciale non ha saputo dare neppure una lista né tantomeno il simbolo. In questo modo il Pd – che alle regionali era comunque il primo partito della città – sparisce dalla competizione elettorale.

Situazione identica si propone a Cirò Marina (comune dove si vota con il doppio turno) dove è in corsa il segretario del locale circolo dem, Giuseppe Dell’Aquila. Qui il simbolo non è stato proprio chiesto. O a Strongoli dove la spaccatura interna del Pd ha causato la sparizione del partito: in questo caso il segretario cittadino è candidato con la lista ‘Per Strongoli’ guidata da Sergio Bruno, 54 anni maresciallo maggiore dei carabinieri, mentre il resto del direttivo ha formato una lista, “Strongoli ora” a supporto di Ferdinando Greco, 32enne ingegnere. Neppure a Rocca di Neto e Santa Severina il Pd è presente con il proprio simbolo nonostante la presenza di candidati dem come i sindaci uscenti Salvatore Giordano e Tommaso Blandino. (Ansa)

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