Con forti dolori addominali viene dimesso e muore. Era vaccinato? 4 indagati

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM
Nicola Petrone

Un uomo di 58 anni, Nicola Petrone, di Crotone, è morto dopo essere stato dimesso dall’ospedale pitagorico dove si era recato a causa di fortissimi dolori addominali. Il cinquantottenne era stato rimandato a casa dove purtroppo l’uomo è deceduto.

Per questo episodio la Procura di Crotone ha aperto una inchiesta dopo un esposto della famiglia che vuole vederci chiaro. I magistrati hanno iscritto 4 sanitari nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo.

Non è chiaro, se l’uomo fosse stato vaccinato prima di accusare questi forti dolori addominali, come è accaduto alla donna vaccinata di Verzino, deceduta anche lei per emorragie addominali dopo venti giorni di agonia.

«Il Pm di Crotone – spiega una nota –, riscontrando la denuncia dei fratelli, assistiti da Studio3A, ha aperto un fascicolo sul decesso a soli 58 anni di Nicola Petrone e ne ha disposto l’autopsia. Riscontrando prontamente l’esposto presentato dal fratello e dalla sorella della vittima, che per fare piena luce sulla tragica vicenda si sono affidati a Studio3A, il pubblico ministero della Procura di Crotone, Pasquale Festa, ha aperto un procedimento penale, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso, sulla morte, a soli 58 anni, avvenuta il 25 giugno 2021, del crotonese Nicola Petrone, iscrivendo nel registro degli indagati quattro medici dell’ospedale civile San Giovanni di Dio che lo hanno avuto in cura solo poche ore prima».

«Un atto dovuto – spiega Studio3A – anche per consentire ai quattro dottori, due donne e due uomini, di nominare eventuali consulenti di parte per gli accertamenti tecnici: il sostituto procuratore ha infatti disposto anche l’esame autoptico sulla salma, che sarà determinante per capire le cause del decesso e se sussistano eventuali responsabilità da parte dei sanitari. L’incarico sarà conferito domani, martedì 28 giugno, alle ore 15, presso il Palazzo di giustizia di via Vittorio Veneto, al medico legale Francesco Sicilia, che procederà a seguire: alle operazioni peritali parteciperà anche il dottor Antonino Trunfio, come consulente medico legale di parte messo a disposizione da Studio3A-Valore Spa, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini a cui i congiunti della vittima si sono rivolti, attraverso il consulente legale, Giuseppe Cilidonio».

«Petrone, che non era sposato – prosegue la nota – e non aveva figli, che viveva assieme al fratello ed era conosciutissimo in città per la sua passione per la locale squadra di calcio e il suo impegno nell’ambito del tifo rossoblù, nella serata di mercoledì 23 giugno aveva accusato dolori lancinanti allo stomaco e alla schiena ed era quindi stato condotto al Pronto soccorso dell’ospedale cittadino, dov’è rimasto per 15 ore, dall’1.34 alle 16.29 di giovedì 24 giugno, salvo poi essere rimandato a casa, dopo alcuni accertamenti, con una terapia domiciliare, nonostante il persistere dei dolori. Ma solo poche ore dopo si è consumato il dramma. Venerdì 25 giugno, alle ore 9, la sorella si è recata a casa di Nicola Petrone per praticargli un’iniezione che gli era stata prescritta il giorno prima, ma l’altro fratello, con il quale, come detto, la vittima abitava, l’ha accolta con toni allarmati e disperati perché il cinquantottenne giaceva esanime nel suo letto e non dava segni di vita. Inutili i tentativi di rianimarlo: era già deceduto, come poi avrebbe constatato il suo medico di base, immediatamente chiamato sul posto».

«Oltre al dolore – riferisce la nota – per l’improvvisa perdita, nel fratello e nella sorella sono subito insorti impellenti interrogativi e rimpianti sulla giornata precedente passata all’ospedale: i fratelli si chiedono se le condizioni di Petrone siano state debitamente approfondite, se sia stato assistito adeguatamente, se quelle dimissioni non siano state troppo affrettate, e se, nel caso in cui fosse stato ricoverato e costantemente monitorato, si sarebbe potuto salvare. Di qui la decisione di chiedere il supporto di Studio3A e di presentare quello stesso giorno denuncia querela presso la Questura di Crotone, chiedendo che potesse essere disposta l’autopsia per accertare le cause della morte: richiesta immediatamente accolta, con apertura di un fascicolo da parte della magistratura e gli atti conseguenti, da cui i familiari sperano di ottenere delle risposte».

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM