Reggio Calabria, padre e figlio arrestati per estorsione mafiosa

Carlomagno campagna novembre 2018

Reggio Calabria, due arresti per estorsione a imprenditoreI carabinieri della compagnia di Reggio Calabria, hanno arrestato due persone accusate di illecita concorrenza con minaccia o violenza ed estorsione, il tutto aggravato dall’utilizzo del metodo mafioso.

Si tratta di Demetrio Cuzzocrea, di anni 52, e Sebastiano Cuzzocrea, di 26 anni, rispettivamente padre e figlio.  Il provvedimento restrittivo in carcere, è stato emesso dal gip presso il tribunale di Reggio Calabria su conforme richiesta della Procura della Repubblica

Secondo l’accusa, i due indagati avrebbero agito in concorso tra loro per “eliminare” la concorrenza di una impresa che svolgeva il loro stesso lavoro. Nell’esercizio di attività imprenditoriale consistente nel commercio di fragole e frutti di bosco, i Cuzzocrea avrebbero compiuto atti di concorrenza, con violenza e minaccia, ai danni di un imprenditore reggino, dedito alla produzione e commercializzazione dei predetti frutti, costringendolo a cessare i rapporti di fornitura dei propri prodotti con diversi esercizi commerciali del comprensorio cittadino.

Così facendo gli indagati si sarebbero procurati un ingiusto profitto consistito nella fornitura esclusiva dei propri prodotti ai predetti esercizi, in conseguenza della cessata concorrenza, con danno per le persone offese.

In particolare, le indagini svolte dai militari della stazione di rione Modena hanno permesso di accertare come, tra i mesi di aprile ed agosto del 2015,  ci sia stata una vera e propria escalation di violenza da parte degli arrestati, i quali, paventando l’appartenenza alla ‘ndrangheta,  avrebbero reiteratamente minacciato, giungendo persino all’aggressione fisica, il titolare di un’azienda agricola dedita alla produzione e commercio di fragole e frutti di bosco nonché il padre, che lo coadiuvava nella gestione dell’impresa.

Con questi continui soprusi, i Cuzzocrea avrebbero avuto lo scopo di far sì che le vittime non continuassero a vendere i propri prodotti a Reggio Calabria, poiché tale commercio doveva spettare esclusivamente a Demetrio e Sebastiano Cuzzocrea i quali, in questo modo, volevano acquisire il monopolio del settore.

Gli arrestati, al termine delle incombenze di rito, sono stati associati presso la casa circondariale “Panzera” di Reggio Calabria.