‘Ndrangheta, sequestrate a Locri 2 scuole abusive: 15 misure cautelari

Carabinieri Locri sequestro scuoleI carabinieri del Gruppo di Locri hanno sequestrato due immobili che ospitano l’Istituto statale d’arte e l’Istituto professionale statale per l’industria e l’artigianato, frequentati da circa 800 studenti, perché “totalmente abusivi”.

I militari hanno anche eseguito 15 provvedimenti restrittivi, (per lo più incensurati e liberi professionisti) arresti e altre misure cautelari, su ordine della Dda di Reggio Calabria, accusate di truffa, abuso d’ufficio e frode nelle pubbliche forniture, reati tutti aggravati della modalità mafiose per i presunti rapporti degli indagati con la cosca di ‘ndrangheta dei Cordì operante nell’alta provincia ionica–reggina e precisamente nel comune di Locri ed aree limitrofe.

Pietro Circosta, di 45 anni, imprenditore, carcere. Domiciliari per Luca Maio (45), avvocato ed ex consigliere provinciale; Antonio Maiorana (47), impiegato; Rocco Maiorana (50), commerciante; Sofia Procopio (66), impiegata.

Obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria sono stati notificati, a Salvatore Calabrese, padre del sindaco di Locri, Giovanni; Antonio Circosta (74), pensionato; Sergio Caracciolo (42), avvocato; Giuseppe Cuzzilla (47), ingegnere; Giuseppe Lucano (51), architetto; Giovanni Macrì (65), pensionato; Antonio Pasquale Romeo (60), geometra; Antonio Milicia (56), architetto; Giovanni Boggio Merlo (76), agente di commercio, e Marianna Callipari (46), ingegnere.

E’ stato bloccato dai carabinieri l’ingresso degli studenti nelle due scuole superiori di Locri, l’Istituto statale d’arte “Panetta” e l’Istituto professionale statale per l’industria e l’artigianato (I.P.S.I.A.), sequestrate dai militari perché gli immobili che le ospitano sono totalmente abusivi. I provvedimenti di sequestro sono stati notificati dai militari ai due dirigenti degli istituti.

Nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “€URO-SCUOLA” sono stati eseguiti ingenti sequestri preventivi anche finalizzati alla confisca per equivalente, di beni aventi un valore complessivo di oltre 12 milioni di euro.

Per Pietro Circosta è stato disposto un sequestro di beni per 880 mila euro; per Antonio Circosta 900 mila euro; per Sergio Caracciolo un sequestro di beni per un milione e 300 mila euro.

Le presunte condotte illecite, contestate dall’Ufficio Gip del Tribunale di Reggio Calabria, sarebbero state perpetrate grazie alla collusione tra soggetti appartenenti a varie Amministrazioni pubbliche (quali il Comune di Locri e la Provincia di Reggio Calabria) e soggetti contigui ad ambienti della criminalità organizzata locrese – cosca Cordì.