Ndrangheta, confisca di beni a condannato vicino al clan Serraino

Carlomagno Panda Settembre 2018

blitz carabinieri reggio calabria  Conti correnti, polizze e prodotti finanziari per un valore di circa 50 mila euro sono stati confiscati dai carabinieri di Reggio Calabria a Francesco Sgrò, reggino di 52 anni, ed al suo nucleo familiare, poiché riconosciuto colpevole con sentenza definitiva di reati predatori aggravati da finalità mafiose e armi. Il provvedimento di confisca è stato emesso dal tribunale di Reggio Calabria.

L’uomo è stato inoltre sottoposto alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale per la durata di 3 anni, con obbligo di soggiorno nel comune di Reggio Calabria.

Francesco Sgrò è ritenuto affiliato di spicco della cosca di ‘ndrangheta “Serraino”, operante a Reggio Calabria, e principalmente nella zona di Modena-San Sperato con estensione nel vicino comune di Cardeto, con il ruolo di“pianifìcatore” dell’attività illecita del sodalizio criminoso, specie nell’ambito dei furti e della ricettazione di autovetture, con compiti di intermediazione e approvvigionamento di armi, munizioni e materiali esplodenti per conto della cosca di appartenenza.

Il provvedimento trova fondamento nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a settembre del 2010 dal Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di 27 persone, ritenute responsabili di associazione di tipo mafioso nell’operazione convenzionalmente denominata “Epilogo”condotta dai Carabinieri a seguito dell’attentato alla Procura Generale di Reggio Calabria compiuto a gennaio del 2010.

Successivamente con sentenza emessa dalla Corte di Appello di Reggio Calabria nel maggio 2014, in parziale riforma della sentenza di primo grado, irrevocabile nel novembre del 2015, Francesco Sgrò è stato condannato alla pena di 8 anni e 8 mesi di reclusione per associazione di tipo mafioso e porto abusivo e detenzione di armi.