‘Ndrangheta, preso latitante sfuggito ad arresto

Carlomagno campagna ottobre 2018

CarabinieriSi nascondeva da almeno una settimana nella dépendance di un albergo a Sant’Eufemia d’Aspromonte Pietro Raso, di 29 anni, di Rosarno, latitante di ‘ndrangheta arrestato stamattina dai carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro.

Raso, considerato un esponente di rilievo della cosca “Cacciola-Grasso” di Rosarno, si era sottratto al fermo disposto nei suoi confronti il 9 luglio scorso dalla Dda di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione “Ares” con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso e traffico internazionale di droga.

Pietro Raso, nel momento in cui è stato bloccato dai carabinieri, stava incontrando la moglie e la figlia di sette anni nella dépendance dell’albergo che aveva preso in affitto. Il latitante, L’uomo non ha opposto resistenza e, secondo quanto si è appreso, non era stato inserito nel registro dell’albergo, per motivi su cui i carabinieri stanno svolgendo adesso accertamenti, e non aveva documenti d’identità.

Nell’ambito della stessa indagine, lo scorso 2 agosto i carabinieri arrestarono 45 persone, tra cui le donne della ‘ndrina. In manette fini anche una criminologa che, secondo l’accusa, avrebbe favorito gli appartenenti alla consorteria.

Gli arrestati sono stati accusati a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico internazionale di droga, tentato omicidio, estorsione, porto e detenzione di armi comuni e da guerra, corruzione in atti giudiziari, produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, danneggiamento, minaccia, intestazione fittizia di beni, impiego di denaro beni o utilità di provenienza illecita, violazione degli obblighi della sorveglianza speciale, aggravati da modalità mafiose ovvero perché funzionali ad agevolare il sodalizio mafioso.