‘Ndrangheta, sequestrati beni per un milione a Cacciola

Carlomagno campagna novembre 2018

Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio CalabriaBeni mobili ed immobili per un valore di circa un milione di euro sono stati sequestrati dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria a Giovanni Battista Cacciola, 54enne di Rosarno, ritenuto indiziato di appartenere a vario titolo ad associazione di tipo mafioso ed in particolare alla cosca di ‘ndrangheta denominata “Cacciola-Grasso”, una delle consorterie criminali più agguerrite del mandamento tirrenico che esercita la propria egemonia sul territorio di Rosarno, Gioia Tauro e zone limitrofe.

I beni sequestrati consistono in un esercizio pubblico, un’azienda agricola, quattro immobili, 5 terreni, assieme a conti correnti e prodotti finanziari riconducibili al Cacciola e al suo nucleo familiare.

Le risultanze investigative prodotte dal Nucleo investigativo reggino, derivano dagli esiti dell’indagine “Mauser”, formulata al termine della più ampia indagine denominata “Scacco Matto” che si concludeva con la condanna in primo grado e successivamente confermata dalla locale Corte d’Appello, alla pena in 16 anni di reclusione ed 26.000 euro di multa, per i reati di associazione di tipo mafioso, secondo l’accusa, costituita allo scopo di commettere plurimi delitti di acquisto, trasporto e commercializzazione di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

L’uomo, in particolare, è da sempre ritenuto vicino ad esponenti vicini alle “‘ndrine” che operano nella zona tirrenica, ed è egli stesso considerato “elemento di spicco” in virtù dell’attività delinquenziale palesata che di recente si è estrinsecata nel campo dei delitti contro la persona e il patrimonio, quale “capo, promotore ed organizzatore” dell’omonima associazione mafiosa. Cacciola lo scorso 9 luglio, è stato destinatario di fermo emesso dalla Dda reggina per associazione a delinquere di stampo mafioso nell’ambito dell’indagine denominata “Ares” condotta dal Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro.