‘Ndrangheta, arrestate tre persone vicine alla cosca Iamonte

Carlomagno campagna novembre 2018

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Bologna e dello Scico (Servizio centrale investigazione criminalità organizzata) di Roma ha eseguito in Emilia-Romagna, Calabria e Lazio un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre persone, ritenute contigue alla cosca Iamonte di Melito di Porto Salvo.

I tre sono accusati di intestazione fittizia di beni, con l’aggravante del fine di voler agevolare l’attività dell’organizzazione ‘ndranghetistica. Sono stati sequestrati beni per circa 8,5 milioni. Nell’ambito dell’operazione “Nebbia calabra”, così denominata, sono state effettuate numerose perquisizioni.

Le misure sono state firmate dal Gip di Bologna Alberto Gamberini su richiesta del Pm Francesco Caleca, della Dda bolognese. In carcere è finito un imprenditore 48enne, attivo nel settore dei trasporti e residente a Zola Predosa.

Secondo quanto è emerso dalle attività investigative e da alcuni collaboratori di giustizia, l’uomo è risultato essere “in intensi rapporti personali e di affari – si legge nel provvedimento del Gip – con soggetti di primo piano della criminalità organizzata calabrese”. Sono stati disposti gli arresti domiciliari per un 41enne residente a Melito e l’obbligo di dimora per un altro 48enne residente a Zola Predosa.

Le indagini hanno permesso di documentare il ricorso sistematico, da parte dell’imprenditore 48enne, all’intestazione fittizia di aziende e società, allo scopo di nascondere l’origine delle proprie risorse finanziarie (sproporzionate rispetto alle dichiarazioni reddituali) ed eludere l’applicazione di misure patrimoniali.

Riguardo una tabaccheria di Bologna, sequestrata, gli accertamenti hanno permesso di dimostrare come “parti considerevoli della provvista impiegata per l’acquisto siano riconducibili a versamenti operati da soggetti di origine calabrese residenti in Lombardia – scrive ancora il Gip – contigui a una struttura criminale collegata alla cosca Iamonte”.

Agli indagati sono state contestate anche la ricettazione e la detenzione di una pistola semiautomatica con matricola abrasa, trovata in un appartamento di Bologna presumibilmente utilizzato come appoggio logistico. I sequestri hanno riguardato appartamenti, garage, terreni, capannoni industriali e quote di società fra Bologna, Sala Bolognese, Zola Predosa, Cave e Fiumicino (Roma) e Montebello Ionico (Reggio Calabria). Anche le perquisizioni hanno interessato i territori di Bologna, Reggio-Calabria, Roma, Piacenza, Frosinone, Cremona e Monza Brianza.