Riace, inizia oggi il processo a ex sindaco Lucano e ad altre 26 persone

Le accuse contestate dalla Procura di Locri sono, a vario titolo, associazione a delinquere, truffa, abuso d’ufficio, peculato, concussione, falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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Xenia, processo per il sindaco di Riace Domenico Lucano
L’ex sindaco di Riace Domenico Lucano

Inizierà oggi, martedì 11 giugno, davanti al collegio del Tribunale di Locri, Fulvio Accurso presidente, il processo all’ormai ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, rinviato a giudizio assieme ad altre 26 persone dal gup Amalia Monteleone nell’ambito dell’inchiesta Xenia.

Le accuse contestate dalla Procura di Locri diretta dal procuratore capo Luigi D’Alessio, sono, a vario titolo, associazione a delinquere, truffa con danno patrimoniale per lo Stato, abuso d’ufficio, peculato, concussione, frode in pubbliche forniture, falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’operazione è scattata il 2 ottobre dello scorso anno, quando al termine dell’indagine della Guardia di Finanza, Lucano fu posto agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti.

Successivamente la misura cautelare è stata attenuata dal Tribunale del Riesame, che sempre nell’ottobre dello scorso anno ha disposto il divieto di dimora a Riace per Lucano, il sindaco che la rivista statunitense “Fortune” aveva inserito tra le 50 persone più influenti del mondo per il modello di accoglienza sperimentato a Riace.

Secondo l’accusa Lucano, nonostante il ruolo istituzionale rivestito, avrebbe organizzato veri e propri “matrimoni di convenienza” tra cittadini riacesi e donne straniere, al fine di favorire illecitamente la permanenza di queste ultime nel territorio italiano.

Oltre a ciò la Procura contesta irregolarità amministrative e illeciti penalmente rilevanti in merito alla realizzazione del progetto di accoglienza. Argomentazioni, quelle della Procura, che non hanno convinto in toto il gip che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, che ha ritenuto fondate le esigenze cautelari solo per le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per la frode, evidenziando comunque “i fini umanitari” nell’azione di Lucano.

Anche la Corte di Cassazione si è pronunciata a favore di Lucano sulle esigenze cautelari, quando a fine febbraio ha annullato con rinvio il divieto di dimora, poi però riconfermato dal Riesame. Per supportare Lucano dopo il rinvio a giudizio è nato il “Comitato Undici Giugno” che ha organizzato per stamattina, proprio in concomitanza con la prima udienza del processo, una serie di iniziative a Locri.